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Una diagnosi della sicurezza per le case milanesi

Ricostruire 2017 numero 6

Il Check up approvato dal Comune.

Una diagnosi della sicurezza per le case milanesi

Le forti scosse di terremoto che hanno recentemente colpito l’Italia hanno riportato l’attenzione sulla centralità e sull’importanza della messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano. Secondo alcuni dati presentati recentemente dall’istituto di ricerca Nomisma, il 56% del patrimonio edilizio in Italia è stato costruito prima degli anni ’70 quando sono state emanate le prime norme tecniche sulle costruzioni con presenza di verifiche a carichi orizzontali.

Per questi edifici, la quotaparte di immobili in stato di conservazione pessimo o mediocre varia dal 16% per gli edifici costruiti negli anni ’60 ad oltre il 28% per quelli costruiti prima del ’45. Inoltre la quasi totalità degli edifici costruiti nel dopoguerra fino agli anni 70, è stata edificata con materiali poveri, al risparmio e con scarsa qualità per cui si rende indispensabile, in tempi non troppo lunghi, almeno una diagnosi finalizzata a indicare lo stato di salute delle strutture e come è stato pensato, progettato e costruito un edificio, oltre che se in anni successivi alla sua edificazione si sia intervenuti, in maniera incontrollata o non documentata a modificare, ampliare o indebolire la struttura dell’edificio stesso e se infine ne siano state modificate le condizioni di uso e i carichi previsti in origine.

In questo senso la decisione adottata dal Comune di Milano di introdurre un nuovo articolo di Regolamento Edilizio che preveda un “check up” della sicurezza statica di tutti gli edifici esistenti che hanno compiuto 50 anni di vita si è rivelata un importante primo passo verso interventi e soluzioni che possono rendere più sicura la città di Milano.

La stesura delle linee guida di questo nuovo articolo rappresenta il frutto di un lavoro molto articolato durato oltre due anni e svolto in stretto contatto tra la Commissione Strutture dell’Ordine degli Ingegneri di Milano e la dirigenza dello Sportello Unico dell’Edilizia del Comune. L’obiettivo dichiarato di queste linee guida è stato quello di identificare per la sicurezza statica di un fabbricato esistente un meccanismo di giudizio accurato e allo stesso tempo socialmente ed economicamente sostenibile.

La soluzione trovata è stata quella di definire una procedura di diagnostica organizzata su due livelli capace di fotografare le situazioni più critiche, per cui è necessario e indispensabile passare a un secondo livello di verifica, attraverso uno screening di massa di primo livello dai costi contenuti. Il primo livello si basa su un’analisi storico documentale compendiata da sopralluoghi di tipo qualitativo del fabbricato in modo da determinare se non si evidenziano aspetti critici, sintomi di sofferenza o manipolazioni nel tempo che possano impedire l’emissione del certificato di idoneità statica. Il secondo livello, a cui si accede ogniqualvolta vi sia evidenza o sospetto che le strutture originariamente realizzate non si trovino in buone condizioni di salute ovvero che si siano verificati cedimenti strutturali o sopraelevazioni nel tempo, si basa su indagini sperimentali e analitiche secondo quanto previsto dal capitolo 8 delle Normative Tecniche vigenti che consentano, ove necessario, di definire opportune opere di rinforzo e consolidamento.

Ad oggi nel solo comune di Milano si contano 27.000 immobili, di cui 1.000 pubblici, che nei prossimi otto anni dovranno essere sottoposti alle verifiche di primo o secondo livello al fine di ottenere il certificato di idoneità statica ed è assai probabile ipotizzare che più del 90% si possa fermare a verifiche di primo livello presentandosi in buone condizioni.

Tuttavia tale occasione rappresenterà comunque l’inizio del processo di conoscenza e manutenzione delle strutture dei fabbricati esistenti al fine sia di garantire la manutenibilità delle stesse, sia di verificarne la vita utile residua.

Oggi molti comuni guardano all’esperienza pilota di Milano come modello da imitare e concreta soluzione legislativa per salvaguardare il patrimonio immobiliare esistente con una politica di prevenzione sicuramente meno onerosa di quella della cura in caso di danneggiamento a seguito di degrado o evento sismico. La conoscenza del patrimonio edilizio e una giusta cultura della prevenzione sono due direzioni principali da seguire per la messa in sicurezza dell’enorme patrimonio immobiliare presente in Italia.

La Collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Ordine degli Ingegneri di Milano è solo un primo esempio di come si possano trovare sinergie positive considerando il ruolo delle professioni come centro della vita sociale a servizio della sicurezza di tutti i cittadini.  

Bruno Finzi,  Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano


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Autore: Bruno Finzi

TAGS: Milano, prevenzione, Ricostruire, sismica, terremoto

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