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Sono in arrivo 172mila nuovi milanesi

Crescere? 2016 numero 3

Nei primi anni del Duemila la popolazione complessivamente...

Sono in arrivo 172mila nuovi milanesi

Nei primi anni del Duemila la popolazione complessivamente residente nelle tre province di Milano, Monza-Brianza e Lodi, registrava una debole crescita passando dai 3,9 milioni di abitanti del 2001 ai 4 milioni del 2008; si trattava di poco meno di 120.000 abitanti in piu (119.447).

Il quadro che emergeva da questi dati era quello di una crescita contenuta dell’intera area insediativa (+3,1%), con il comune capoluogo che perdeva il 3% della popolazione (quasi 38.000 abitanti in meno), e l’area piu esterna che toccava tassi di crescita piu importanti (+11,3% Lodi e + 7,2% Monza- Brianza).

L’immagine formatasi su quei dati ha alimentato il dibattito socio-economico e le riflessioni urbanistiche: l’immagine si soffermava sulla decrescita dell’area  centrale, sull’emorragia del cuore urbano ed era la prova di una fase di contrazione strutturale valida per le citta italiane, che, non a caso, interessava anche la principale area economica del Paese. Una immagine che oggettivamente si e andata rafforzando durante la grande crisi.

Eppure, come sempre succede nei grandi  periodi di transizione, proprio con la crisi “le cose sono cambiate”, almeno per Milano, e i cambiamenti sono cosi importanti che disegnano una nuova  stagione, per alcuni versi sorprendente, con cui fare i conti. L’indicatore piu evidente, e paradossalmente non visto di questo cambiamento, e proprio quello della dinamica insediativa.

La popolazione a Milano torna crescere, e non solo nell’area metropolitana ampia, o quella ristretta della prima e della seconda cintura, ma  torna a crescere nella citta centrale, nel comune di Milano, e non di poco. Secondo i dati anagrafici dell’ISTAT dal 2008 al 2014, le tre provincie di Milano, Monza-Brianza e Lodi crescono quasi di 270mila abitanti, contro i 119 del periodo precedente.

Il tasso di crescita, rispetto al periodo 2001-2008 e piu che raddoppiato, siamo di fronte a una rapida accelerazione insediativa. Ma se dal 2001 al 2008 sono le province esterne di Monza-Brianza (+7,2%) e Lodi (+11,3%) a trainare la crescita, durante la crisi, elemento trainante diventa la provincia di Milano: qui tra  2008 e 2014 gli abitanti crescono di 216mila unita (+7,3%), ma piu di meta della crescita e dovuta al Comune di Milano, che cresce in sei anni di oltre 122.000 abitanti: il 10% della popolazione.

E' uno scenario ben diverso da quello descritto in molte analisi; uno scenario che si dovrebbe rafforzare nei prossimi anni.

Infatti lo scenario previsionale per il periodo 2015-2024 elaborato dal CRESME , prevede per l’area delle tre provincie un incremento demografico compreso tra i 415mila residenti dell’ipotesi alta (+9,7%) ed i 165mila dell’ipotesi bassa (3,9%), con una ipotesi centrale di 286mila abitanti (6,7%).

In tutte le ipotesi di  scenario la provincia di Milano e il principale attrattore, e il tasso di crescita maggiore si registra proprio per il Comune di Milano, che, nell’ipotesi centrale, in dieci anni dovrebbe crescere di altri 172.000 abitanti.

Una città per giovani

Le ragioni della crescita si trovano prevalentemente nelle dinamiche migratorie. La crisi economica ed occupazionale ha consolidato l’attrattivita dell’area milanese  quale principale polo economico di riferimento nel territorio italiano, qui guardano le migrazioni interne ed estere. E una nuova fase di crescita urbana, assai  diversa da quelle del passato. Il principale fattore di crescita non risiede nelle dinamiche naturali. L’invecchiamento della struttura demografica della popolazione, con l’aumento del numero di anziani, porta un incremento dei decessi, mentre la riduzione delle donne in eta fertile determina la riduzione delle nascite, assottigliando progressivamente il bilancio naturale fino a passare in territorio negativo dal 2010 in poi.

Crescita demografica

Il motore della crescita urbana e costituito dalle dinamiche migratorie. L’area milanese consolida l’attrattivita rispetto ai flussi migratori internazionali: il saldo migratorio con l’estero passa da un valore di circa 10mila unita nel 2002, alle oltre 44mila del 2004, quando, completato l’iter per la regolarizzazione del titolo di presenza in Italia, gli stranieri beneficiari della misura si affrettano a registrarsi in anagrafe. Negli anni successivi il valore si riduce, giungendo ad un minimo nel 2008, con un bilancio di 10mila unita. Dal 2009 pero si apre una nuova fase, con un valore che si stabilizza nel periodo 2009-2014 su 20mila unita l’anno. La  nuova fase di crescita vede protagonista il capoluogo, “la citta centrale” piu che l’hinterland metropolitano: dei 20.000 immigrati annui, frutto del saldo internazionale di chi viene e chi va, ben 15.000 riguardano il comune capoluogo. E non e diverso il dato sui saldi migratori nazionali: dei 6mila italiani in piu che sono venuti a risiedere nell’area milanese, ben 5mila unita hanno scelto Milano comune.

Una ragionevole interpretazione dei processi in atto avvalora cosi l’ipotesi che con l’acutizzarsi della crisi economica ed occupazionale e l’estensione di dinamiche recessive a molte aree in crescita nella fase precedente, Milano abbia consolidato il suo potere attrattivo sulla scena nazionale (ed internazionale). In fondo una  delle poche citta in Italia a emergere con la crisi. Ma forse l’elemento piu interessante, potremmo dire piu strutturale, per la citta di Milano viene da un ulteriore  approfondimento che i dati demografici ci consentono di fare. Le dinamiche migratorie stanno avviando un processo di rigenerazione della struttura demografica.

Il bilancio migratorio e positivo per i giovani e negativo per la popolazione in eta matura e anziana. Le stime relative al 2014 per l’area in questione definiscono un saldo migratorio pari a 17.453 unita in piu l’anno.

Centralità e dinamismo

Il bilancio complessivo e pero frutto di dinamiche molto diverse tra le classi di eta: la citta risulta attrattiva per i giovani, con un saldo positivo di 46.304 residenti  in piu nella classe 15-44 anni in un solo anno, con forte concentrazione tra 25 e 34 anni (68%). Per la popolazione di 45 anni e piu, invece, il bilancio e di 26.142 unita in meno nel 2014, di questi il 51% e fatto di anziani (65 anni e piu).

Con l’acutizzazione della crisi l’area milanese sembra aver consolidato un ruolo di centralita economica di riferimento per le migrazioni internazionali e per i flussi nazionali in uscita dalle aree deboli verso quella che si considera piu dinamica. Milano attrae studenti e giovani in cerca di opportunita lavorative e cede anziani prossimi alla pensione. E stato avviato un processo di rigenerazione della struttura demografica, che e fatto di opportunita economiche ma, allo stesso tempo, di una domanda dinamica di trasformazione. Alla quale e necessario dare risposta per continuare a fare di Milano la principale citta internazionale italiana.

Lorenzo Bellicini, Direttore, CRESME


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Autore: Lorenzo Bellicini

TAGS: , città, crescita urbana, demografia, Lodi, Milano, Monza, territorio

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