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Premio Essere Avanti in ricordo di Claudio De Albertis

Legge di stabilità? 2019 numero 15

Claudio De Albertis è stato un imprenditore intelligente, instancabile e illuminato...

Premio Essere Avanti in ricordo di Claudio De Albertis

Claudio De Albertis (Genova, 27 febbraio 1950 – Milano, 2 dicembre 2016) è stato un imprenditore intelligente, instancabile e illuminato, oltre ad essere stato il punto di riferimento della rappresentanza associativa, in particolare come artefice e colonna del sistema associativo dei costruttori edili, che sotto la sua guida è cresciuto in autorevolezza, lungimiranza e coesione, e che lui ha rappresentato brillantemente a tutti i livelli, territoriale, regionale e nazionale durante i 35 anni di vita trascorsi in ANCE.

Claudio De Albertis lo ricordiamo anche come uomo al servizio delle Istituzioni e della società civile, un vero appassionato, anzi, passionale amante di Milano, sua città adottiva, dalla quale ha ricevuto molto e a cui ha dato altrettanto, forse di più. Lo ha fatto come costruttore e come rappresentante dei costruttori, lo ha fatto come uomo di cultura e come civil servant. Lo ha fatto, soprattutto, restituendo alla collettività l’apertura di quella che si rischiava rimanesse una élite culturale, la Triennale, sua vera e disinteressata passione, nella quale ha profuso tante energie, con il massimo dell’impegno, per dare nuova luce ad una delle istituzioni più importanti della città, e siamo convinti che se Milano oggi è incredibilmente più attrattiva, una parte del merito vada certamente riferita all’azione di Claudio.

Esiste un fil rouge che si ritrova in tutta l’attività svolta da Claudio, in ogni ambito: l’ossessione del domani, l’ossessione di pensare e realizzare quello che sarà necessario, quello che sarà utile ed indispensabile. L’incapacità di sedersi o di rassegnarsi, la ferma volontà di traguardare il presente e proiettare le azioni nel nostro futuro. Non solo come costruttore, ma anche come cittadino, come civis nel senso più ampio del termine.

Tanti erano i temi sui quali Claudio De Albertis amava soffermarsi, ragionando di futuro, di prospettiva, di cose da fare e di cose da immaginare, con la passione e la lucidità che lo hanno sempre contraddistinto e che certamente gli derivavano dai suoi antenati, il nonno Carlo e il bisnonno, entrambi ingegneri: la diffusione della partecipazione; la condivisione, intesa come capacità di concentrare nell’azione di lobby l’interesse di tutti; l’etica, del fare impresa e della rappresentanza; l’autocritica, quella vera, onesta, non distruttiva; le continue sollecitazioni ai giovani, ai quali non ha mai smesso di trasmettere le chiavi per affrontare con maggiori certezze il loro avvenire.

Ma più di tutto, a Claudio De Albertis piaceva parlare di futuro, di crescita, di innovazione: quante energie spese a pretendere crescita culturale e di contenuti da parte dei protagonisti dello sviluppo della nostra società, a raccomandare e propugnare la sperimentazione e la ricerca continua di nuovi modelli e il perseguimento di obiettivi innovativi, nell’intento di stare al passo e possibilmente anticipare i tempi di un progresso forse lento, ma certamente inesorabile.

E per ricordare l’uomo, l’opera e la grande eredità lasciata da Claudio De Albertis, Assimpredil Ance ha deciso di avviare un’iniziativa in sua memoria.

Nasce così il Premio “Essere avanti” dedicato a Claudio De Albertis e di cui sono promotori, insieme all’Associazione, i figli Regina ed Edoardo, in rappresentanza della famiglia De Albertis, e Sonia Calzoni.

In occasione dell’evento di presentazione del Premio, svoltosi in Assimpredil Ance a fine gennaio, il Presidente Marco Dettori ha ricordato come l’innovazione fosse il tema più caro a Claudio De Albertis e ha sottolineato come la continua spinta e ricerca verso l’innovazione debbano rappresentare un monito, un valore, un impegno costante per tutte le imprese di costruzione, chiamate, attraverso i loro prodotti, a dare un contributo importante nel percorso di crescita e rigenerazione del territorio, a beneficio dei cittadini e della collettività.

“Credo che questo Premio” ha affermato il figlio Edoardo “al meglio possa rappresentare lo spirito e il lascito di papà, che era sempre proteso a guardare al futuro e al nuovo, senza timori, senza remore, sempre con lo spirito di andare avanti.”

Alessandro Maggioni, suo amico e componente della Giuria del Premio, ha sottolineato la grande passione di  Claudio De Albertis per Milano e in generale per le tematiche legate alle trasformazioni urbane e ha ricordato la sua apertura al confronto, lo stimolo costante a creare relazioni tra soggetti diversi, pubblici e privati, accomunati da interessi comuni o convergenti per il bene della città e del vivere civile. “E se Milano oggi è un esempio per tutto il Paese è anche grazie all’aver fatto proprio un processo innovativo che trova in Claudio uno degli iniziatori di queste positive relazioni che guardano al futuro e stimolano a essere avanti”.

Il confronto, l’apertura verso l’altro, la capacità di trarre valore dal dialogo e l’interlocuzione sono stati ricordati anche da Sonia Calzoni, sua compagna “Era sempre pronto, sempre disponibile, con tutti”.

“Il tema dell’innovazione” ha proseguito Giovanni Paviera, anch’egli componente della Giuria “corre il rischio di essere come il tema del cambiamento, ossia di essere sempre percepito come qualcosa che riguardi gli altri. Il settore delle costruzioni e dell’immobiliare sono invece oggi chiamati a far propri nuovi prodotti, nuovi processi, ad adottare nuovi modelli di business, per far fronte alle mutate esigenze del mercato e della società,  in termini di qualità della vita, di rispetto dell’ambiente, di nuove dinamiche demografiche, nuove abitudini.”  

 “Claudio aveva una grande capacità di progettare con fiducia il domani” – ha osservato Maria Grazia Lanero, un altro componente della Giuria. “Era un costruttore: di idee, di iniziative, di mercato e di dialogo verso fronti pubblici e privati.  Era costantemente proiettato in avanti verso l’innovazione e la ricerca. Ricordo quando sosteneva che c’è un ritmo del mercato che appartiene alle imprese, ma che c’è un ritmo delle città che viene dal basso e fa crescere nuove esigenze sociali alla quali si deve rispondere. Il Premio è anche un modo di  dire a tutti  che le imprese di costruzione non sono ferme e che, nonostante tutto , non hanno perso la capacità di rischiare e di trasformarsi per essere più competitive, per  gettare le basi di un nuovo sviluppo fondato su valori diversi, prima di tutto quelli della qualità e della sostenibilità”.

“La difficoltà per noi componenti della Giuria” ha affermato Pierluigi Nicolin “è quella di assegnare un premio solo, in un ambito dalle così molteplici declinazioni e sfaccettature come quello dell’innovazione, dovendo dunque compiere un lavoro di analisi e di sintesi importante. Penso che in questo consista la sfida che ci è posta”.

 “Papà era davvero un innovatore: ricordo che quando da piccola camminavamo insieme per strada, mi diceva sempre <non devi guardare in basso, guarda in alto, osserva i palazzi e traine idee e spunti nuovi per quanto dovrai costruire; ricordati che l’edificio che inizi oggi a costruire sarà pronto tra tre anni e quindi devi saper oggi guardare al futuro, addirittura orientarlo>” ha detto la figlia Regina, che ha anche ricordato quanto il padre fosse legato all’Associazione e ha quindi espresso l’augurio che siano molte le imprese a partecipare al Premio in suo ricordo.

www.premioclaudiodealbertis.it


Chiara Chierchini, Assimpredil Ance

 

Qui il video a valle dell'incontro del 28 gennaio 2019


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Autore: Chiara Chierchini

TAGS: Assimpredil Ance, Claudio De Albertis, Innovazione, Premio

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