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Mani, testa e giga dati

Città digitali 2016 numero 4

Digitaliazzazione significa recupero di credibilità e professionalità

Mani, testa e giga dati

Quello del costruttore è senza dubbio uno dei mestieri più affascinanti. Chi dice o pensa il contrario mente,  sapendo di mentire. Un mestiere, il nostro, dove la testa, le idee, l’immaginazione, trasferiscono alle mani e al fare il compito della realizzazione.

Anche durante la fase esecutiva, mani e testa, pratica e idee, hanno trovato e trovano ancora le sintesi che ci restituiscono i manufatti e con essi, valore. Un po’ come rincorrere il mito della creazione, quasi un bisogno atavico che esiste nell’uomo e che racconta il suo passato e il suo presente; potrà caratterizzare in un senso assai nuovo il suo futuro.

L’ultimo decennio del secolo scorso, infatti, ha indicato nuove strade e nuovi orizzonti ai quali volgere l’attenzione dell’operatore dell’edilizia, e non solo. La diffusione della conoscenza, il trasferimento delle informazioni, il principio della condivisione, sono diventati elementi che hanno modificato radicalmente e pesantemente le nostre abitudini professionali ma anche di vita. Internet, applicativi, big data, digitalizzazione dei processi, modelli organizzativi, BIM. Anche gli strumenti per l’utilizzo di queste tecnologie oggi sono elementi insostituibili e sono diventati una abitudine sostanziale: smartphones, tablets, pc, applicazioni.

L’imperativo è: vita e lavoro più semplici, più veloci.

Eccoci qui, allora, con una sfida nuova, alla quale continuare a collegare cervello, idee, mani.

Mentre possiamo essere certi di poter dire che il binomio “testa, mani” abbia raggiunto livelli di rara eccellenza
(fatte salve le ingloriose patologie di, ahimè, non pochi soggetti), è molto più complesso affermare che
la triade “dati, testa, mani” sia un elemento diffuso e partecipato dagli operatori e per questo è di tutta evidenza la necessità di un accompagnamento affinché sia noto e conosciuto tutto il fattore positivo che  la triade possa garantire rispetto al binomio classico di partenza.

O meglio, diciamo che ci sarà un livello nel quale il binomio resterà ancora il modello sostanziale di edilizia, mentre si costituirà un livello completamente nuovo ed esclusivamente dedicato alla triade, alla quale restituire informazioni, condivisioni, eliminazioni degli errori, risparmi, efficienze, competenze, capacità ma, vorrei aggiungere ed auspicare, referenze, reputazione e professionalità.

Il target primario della digitalizzazione in edilizia dovrebbe quindi porsi un obiettivo di natura industriale, tipica delle analisi e ottimizzazione del processo, che vada di pari passo con la necessità di formare, preparare e proiettare nel mercato professionisti del mestiere che utilizzino gli strumenti digitali per sistematizzare l’etica e la professionalità, eliminando il luogo comune (e, purtroppo, talvolta, non proprio luogo comune) di affibbiare alla categoria la casacca del farabutto, corruttore e ladro.

Su questo punto credo che sia il momento di calare il sipario su un periodo fosco, anche alla luce della necessità di affrontare emergenze serie del nostro paese che attengono all’assunzione di responsabilità nei confronti dei cittadini che, nei manufatti edilizi che noi realizziamo, abitano, lavorano, studiano, si curano; in una parola vivono.
Esiste concretamente la possibilità da cavalcare il tema della digitalizzazione per dare valore alla propria attività e alla relazione con la propria clientela; esiste concretamente la possibilità di aprire la propria azienda edile alla correlazione efficienza-serietà-mestiere-affidabilità.

Non più un giro di parole ma una volontà cui corrisponde un risultato preciso. Questo progetto va oltre qualsiasi  tentativo, pur irrinunciabile, di creare una legislazione di accesso regolamentato alla professione del costruttore nel mercato privato. Una esigenza che ad avviso di molti viene ritenuta assai utile, ad avviso di altri è soltanto una chimera. Un dibattito interno a volte anche acceso, che è stato causa, nel non decider nulla per oltre 40 anni, di improvvisazioni e scarsa professionalità, elementi che sono diametralmente opposti alle necessità richieste oggi dal mercato e, mi permetto di aggiungere, anche dalla nostra associazione territoriale.

La digitalizzazione quindi va letta innanzi tutto come un investimento strategico.

Di fronte abbiamo infatti una utenza che si è evoluta e che si sta evolvendo nella gestione delle informazioni
e dei dati. Velocemente, anche troppo velocemente, senza alcuna garanzia di competenza, ma comunque più attrezzata per la conoscenza, sui prodotti, sui metodi, sulle tecniche. Un’utenza che non traduce né può tradurre in lavoro questo tipo di conoscenza, ma può generare un contraddittorio diverso, complesso, per lo meno attrezzato, più o meno semplice da gestire.

Poi abbiamo il paese come mercato. I tragici eventi del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre scorsi implicano modelli di imprese, a tutti i livelli che adottino metodi trasparenti, pur nella loro complessità, per dare risposte serie al paese su come utilizzare modelli digitali per valutare, diagnosticare, correggere e realizzare luoghi sicuri.

Avremo sempre necessità di operai, capi cantiere, operatori, esperti del restauro e dell’antisismica, ma occorrerà sistematizzare in modo inequivocabile che il lavoro sia svolto e sia tracciabile con modelli digitali senza ombre, senza omissioni. Per le nuove costruzioni, per il recupero, per il restauro e il risanamento, per il consolidamento. Per case e infrastrutture, per scuole e ospedali, per ponti e per luoghi di culto.

Questo è quanto serve oggi più che mai al mercato.

Questo serve più che mai alle imprese. E chi a tutti i costi vuole che nulla cambi e tutto resti com’è, che non vuole affatto starci e non volesse correre su questo circuito di legalità, valore, competenza, digitalizzazione di processo e di prodotto, struttura, capacità, etica e professionalità… attenzione a non restarne fuori.

Marco Dettori, Presidente, Assimpredil Ance

novembre 2016


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Autore: Marco Dettori

TAGS: BIM, digitalizzazione, edilizia 4.0

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