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Terre e rocce da scavo: ecco il regolamento

Fare lobby 2017 numero 9

Da molto atteso, è stato varato di recente il nuovo regolamento pe...

Terre e rocce da scavo: ecco il regolamento

Da molto atteso, è stato varato di recente il nuovo regolamento per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo non contaminate: come auspicato da tempo, finalmente un testo unico, un quadro normativo di riferimento completo, chiaro e coerente con la disciplina nazionale e comunitaria. S

ono molteplici i temi che il nuovo provvedimento prende in considerazione: la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni; la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo; l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti; la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Tutti temi di grande attualità e centralità nello svolgimento dell’attività edilizia e immobiliare, che da tempo attendevano una pronuncia chiara e definitiva da parte del Governo. In particolare, il provvedimento è intervenuto, oltre che su un rafforzamento del sistema dei controlli e sulla velocizzazione delle procedure per l’attestazione dei requisiti di sottoprodotti delle terre e rocce da scavo, su due punti cruciali:

  • la semplificazione delle procedure per l’utilizzo e la fissazione di termini certi per concludere le stesse, anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici. Si evitano così i lunghi tempi di attesa da parte degli operatori per la preventiva approvazione del piano di utilizzo delle terre e rocce da parte delle autorità competenti;
  • una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo delle terre e rocce all’interno del sito oggetto di bonifica, con l’individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica.

Grazie a queste precisazioni, vengono risolte diverse criticità riscontrate nel tempo sia dagli operatori sia dai soggetti istituzionali preposti ai controlli. Ad esempio, se per le Matrici Ambientali Materiali di Riporto fosse accertato il mancato rispetto sia dei requisiti di qualità ambientale, sia delle CSC delle acque sotterranee, la gestione dei citati materiali non conformi dovrà essere fatta nell’ambito delle procedure di bonifica di cui al Titolo V del D.Lgs. n. 152, al pari delle terre e rocce da scavo naturali non conformi.

Questi chiarimenti sulla corretta gestione dei materiali di riporto non conformi, dunque, consentono di rafforzare la tutela ambientale e insieme la competitività delle imprese, in risposta anche ai principi e agli obiettivi del processo verso un modello economico di tipo “circolare”.

Restano lacune o criticità? Certamente sì: si pensi, ad esempio, alla tracciabilità delle movimentazioni delle terre, in quanto gli obblighi circa la compilazione del nuovo documento di trasporto non sono certo di facile ed immediata comprensione.   

Redazione, Assimpredil Ance

Novembre 2017


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Autore: Redazione

TAGS: albo gestori ambientali, ambiente, edilizia sostenibile, riporti, sostenibilità ambientale, terre e rocce da scavo

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