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Sviluppo delle competenze e dell’ interoperabilità - L’azione di Building Smart

Nuovi processi 2016 numero 43

Building Smart International è l’alleanza a livello mondiale che raccoglie i soggetti interessati alla...

Sviluppo delle competenze e dell’ interoperabilità - L’azione di Building Smart

Building Smart International è l’alleanza a livello mondiale che raccoglie i soggetti interessati alla cultura dell’interoperabilità e alla pratica dell’interoperabilità di tutti i software che riguardano l’edilizia.

Le attività legate all’architettura, all’ingegneria ed alle costruzioni sono per loro natura collaborative, in quanto moltissime figure intervengono nel progetto, nella realizzazione e lungo il ciclo di vita di un’opera. Oggi, nell’era di una sempre più estesa digitalizzazione, la formalizzazione di questa natura collaborativa risiede nell’uso di applicazioni software che siano in grado di gestire la complessità di tutte le informazioni associate a ciascun settore e passaggio. Consentire lo scambio di dati tra i vari professionisti e tra le varie applicazioni utilizzate, ciascuna delle quali deve possedere una propria struttura di dati interna, definisce l’interoperabilità di un software all’interno di un sistema. L’interoperabilità è una condizione imprescindibile per lo sviluppo e la condizione per l’interoperabilità è il comune riferimento ad uno standard che per noi è lo standard dell’IFC.

Per definire le condizioni di scambio delle informazioni, sono necessari dettagliati standard tecnici proprio perché i vari utenti utilizzano software differenti. Questo lavoro è stato realizzato dall’IAI (International Alliance for Interoperability) fondato nel 2001 e rinominato “buildingSMART” nel 2007, un’associazione senza scopo di lucro con sedi in Europa, Nord America, Australia e Medio oriente. L’obiettivo è quello di definire, pubblicare e promuovere delle norme chiamate  Industry Foundation Classes (IFC)  come base per la condivisione globale delle informazioni di progetto per il settore delle costruzioni (AEC) e del FM.

 

Il capitolo italiano è stato fondato presso il Politecnico di Milano nel 2004 e 2005 nell’allora dipartimento BEST: si trattava di una scelta pionieristica di cui possiamo sicuramente vantarci e l’ eredità consiste anche nel fatto che il direttore pro tempore del Dipartimento attuale ABC presso cui è allocato Building Smart è anche il presidente del capitolo Italiano. Building Smart Italia cerca di chiamare l’Italia ed i soggetti interessati a fare massa critica per favorire questi sviluppi. Il lavoro che facciamo è accogliere diverse case di software, che sono concorrenti ma che evidentemente hanno interessi comuni, associazioni di categoria, imprese e dipartimenti universitari, ma anche persone fisiche, a collaborare a questo comune obiettivo di innovazione, producendo quello che è necessario sia in termini di coordinamento che di attività di formazione. Il fatto che ciò avvenga dentro l’università non è casuale: l’università deve essere pro attiva ovvero favorire la ricerca ma anche impartire una preparazione ottimale all’ attività dei professionisti che sia aperta agli scenari del futuro prossimo.

Questo è l’obiettivo che cerchiamo di svolgere come Building Smart. Attraverso Building Smart International con il trasferimento di informazioni cerchiamo di essere un veicolo di scambio di notizie per quello che si sta facendo in altri paesi dove nel giro di pochi anni il BIM diventerà lo standard largamente applicato. E’ necessario che l’Italia non perda il treno perché la competitività del paese richiede che le nostre imprese siano attrezzate per lavorare all’estero, e che i nostri professionisti si organizzino in sistemi competitivi e collaborativi utilizzando le molte possibilità che il BIM offre per la cooperazione fra diverse competenze. Per questo BuildingSmart Italia ha suggerito una semplice Roadmap, che si basa sul coinvolgimento degli attori della filiera sotto l’egida di una necessaria azione governativa: quindi proseguire le azioni già intraprese che sono state capaci di aggregare attorno al tema della digitalizzazione, costituire una Commissione Nazionale sull’esempio di diversi Paesi europei la cui situazione non è molto diversa dal nostro Paese, e fare ordine sui profili di competenza, per scoraggiare iniziative controproducenti.

Nel frattempo stiamo procedendo con le azioni di concertazioni del progetto anche con altri partner italiani universitari e non, diverse università sono socie di Building Smart, ma anche le relazioni all’interno dell’ateneo sono strategiche per quanto riguarda il coinvolgimento di tutti gli attori del processo. All’interno del Politecnico di Milano sono stati costituiti laboratori interdipartimentali per sostenere il necessario rinnovamento della didattica per l’architettura e l’ingegneria delle costruzioni e delle infrastrutture.

Tra le strategie di riconoscibilità che il capitolo italiano mette in opera nella compagine europea abbiamo lo studio e sviluppo di strumenti per l’intervento sull’ esistente. Questo sta diventando un po’ la nostra specificità di fronte al resto dei partner internazionali.

Stefano della Torre, Direttore Dipartimento ABC - Politecnico di Milano

Nella foto: immagine del modello dell'armatura e immagine del realizzato del solaio della torre di Zaha Hadid a Milano


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Autore: Stefano Della Torre

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