Opere pubbliche

Subappalti: norme e interpretazioni bloccano l'operatività

Rigenerare le città 2017 numero 8

Il mercato delle opere pubbliche registra in queste ultime...

Subappalti: norme e interpretazioni bloccano l'operatività

Il mercato delle opere pubbliche registra in queste ultime settimane qualche segnale positivo. Sono in aumento i bandi di gara per lavori, anche se in misura decisamente meno rilevante rispetto agli appalti di servizi e forniture. La soddisfazione degli operatori per questa inversione di tendenza, dopo quindici mesi di stallo, è durata però solo il tempo della lettura dei bandi pubblicati e dei relativi atti di gara.

Il problema è semplice: la poca chiarezza delle norme introdotte dal Nuovo Codice degli Appalti e dal “Correttivo”, unita alla mancanza di precise disposizioni attuative, genera le più variegate richieste e i più diversi comportamenti da parte delle stazioni appaltanti. Le imprese sono costrette a intensificare l’impegno e l’attenzione nell’approcciare l’analisi di un bando, ponderando le clausole e perfino le parole che, non infrequentemente, sono incomprensibili o recano richieste illegittime.

Agli uffici di Assimpredil, in questo periodo, giungono numerose richieste di chiarimento, ma anche di intervento nei confronti dei committenti pubblici perché modifichino, integrino o esplicitino clausole e prescrizioni. Il tema che più contribuisce alla situazione sopra rappresentata è il subappalto, o meglio, quella parte della norma sul subappalto che prevede l’obbligo di indicare in gara la terna dei subappaltatori.

Qui assistiamo alla più sfrenata fantasia dei nostri committenti pubblici. Senza entrare in tecnicismi normativi, nonostante la regola generale richieda tale adempimento solo per i contratti di importo superiore alla soglia comunitaria, assistiamo a richieste in tal senso anche per lavori di importo ben sotto tale limite, con un eccesso di zelo che non ha fondamento legale. Bisogna ricordare, inoltre, che l’indicazione di un soggetto comporta l’obbligo di allegare alla gara anche tutta la relativa documentazione.

Incertezze si riscontrano, poi, nell’individuazione delle lavorazioni per le quali dovrebbe essere assolto l’obbligo della terna. Ma il tema più controverso è quello che riguarda i subappalti relativi ad attività esposte a rischio di infiltrazione mafiosa: qui le interpretazioni e le prassi si sprecano, con difficoltà operative per le imprese che a volte non riescono a trovare tre aziende da indicare.

Anche tralasciando le gravi perplessità nei confronti della norma sulla terna dei subappaltatori (di cui non si capisce la finalità e che aggrava sotto il profilo operativo l’attività dei concorrenti, oltre a far circolare le notizie sui possibili partecipanti alla procedura), è comunque urgente un intervento chiarificatore da parte di ANAC sulle modalità operative con cui l’adempimento deve essere assolto. Questo abbiamo chiesto ad Ance perché se ne faccia portavoce, magari rammentando ad Anac e al Mit che la semplificazione doveva essere il primo obiettivo della riforma.  

Giorgio Mainini, Vice Presidente Opere Pubbliche , Assimpredil Ance

Settembre 2017

 

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Autore: Giorgio Mainini

TAGS: ANCE, Assimpredil Ance, codice appalti, lavori pubblici, opere pubbliche

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