Opere pubbliche

Strade, interventi emergenziali e altri problemi

Ambiente 2018 numero 10

Nei giorni scorsi la stampa ha riferito del malumore dei milanesi per...

Strade, interventi emergenziali e altri problemi

Nei giorni scorsi la stampa ha riferito del malumore dei milanesi per lo stato di salute delle strade cittadine, piene di buche o con sampietrini che saltano come birilli. Una situazione non più sostenibile che obbliga auto, moto, e biciclette, a pericolose gimcane.

Pericoli anche per i pedoni a causa dei marciapiedi con tombini affossati oppure dissestati dagli alberi che provocano pericolosi sollevamenti. Su questo tema, il Corriere della Sera ha ritenuto di intervistare l’assessore Marco Granelli, il quale non ha nascosto la criticità della situazione, ma ne ha attribuito la responsabilità all’avvento del nuovo codice, che ha ritardato le procedure d’appalto, nonché ai ricorsi delle imprese!

La risposta non mi sorprende perché, soprattutto il secondo argomento, è il leit motiv del momento: anche il Ministro Delrio ha tuonato contro la litigiosità degli appaltatori, minacciando un intervento normativo punitivo per chi eccede nella tutela giudiziale.

In realtà è di questi giorni la pubblicazione di un dossier del centro studi della Giustizia amministrativa che, incrociando i propri dati del contenzioso con quelli Anac sui bandi, ha concluso che solo il 3% delle gare subisce ricorsi e che, pertanto, se gli appalti sono lenti la colpa non è necessariamente del contenzioso. Due mesi fa, in un incontro istituzionale con l’Assessore Granelli, avevamo rappresentato quella che a nostro avviso è la causa principale della situazione di criticità delle strade: l’affidamento dei lavori a ribassi insostenibili.

Abbiamo infatti paventato all’Assessore a e al suo staff tecnico il problema della qualità dell’eseguito, chiedendo un controllo costante sull’andamento dei lavori per evitare che la fase di realizzazione dell’appalto possa essere il momento in cui recuperare fraudolentemente il risparmio promesso in sede di gara. Ma l’Amministrazione non sembra ascoltarci.

Non l’ha fatto certamente con i lavori sul Palazzo della Ragione. C’è stato un primo affidamento diretto con la procedura della somma urgenza, per un importo di 800.000 euro, motivato dall’improvvisa situazione di degrado dell’immobile che avrebbe creato danni irreparabili. Abbiamo scritto formalmente al Comune per stigmatizzare il comportamento tenuto, in quanto lesivo del principio di concorrenza e massima partecipazione, facendo presente come l’immobile in questione sia da anni in una situazione critica che andava monitorata e programmata per tempo per evitare il ricorso a interventi emergenziali. Per tutta risposta, il Comune ha affidato anche un secondo lotto, di importo altrettanto consistente (450.000), alla stessa impresa, sempre con affidamento diretto. L’impresa affidataria non possiede la qualificazione richiesta (OG2), ma opera su un bene tutelato avvalendosi della certificazione di altra impresa.

L’Associazione, quindi, ha dovuto presentare un esposto formale all’Anac per chiedere di verificare la correttezza del ricorso, per questi lavori, a procedure emergenziali. Aspettando che l’Autorità si pronunci in altre parti d’Italia, dove l’emergenza c’è veramente, la Procura della Repubblica mette sotto inchiesta un Sindaco (di Norcia) perché ha utilizzato la somma urgenza per la ricostruzione post sisma di un centro polivalente, pur se importante per garantire la continuità della vita sociale del paese distrutto e utilizzabile, a fronte di eventi calamitosi, come centro di ricovero. Altri sono i temi di discussione con il Comune di Milano, prezzi e sicurezza in primis. Li affronteremo nei prossimi numeri di Dedalo.   

 

Giorgio Mainini, Vice Presidente Opere Pubbliche , Assimpredil Ance

Febbraio 2018


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Autore: Giorgio Mainini

TAGS: ANCE, Assimpredil Ance, codice appalti, lavori pubblici, manto stradale, manutenzione, opere pubbliche, strade

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