Casi studio

Santa Maria alla Porta 7, Milano

Costruire senza consumo 2012 numero 33

Questo nuovo edificio residenziale, compreso tra due fabbricati, è un piccolo palazzo privato di città che...

Santa Maria alla Porta 7, Milano


Questo nuovo edificio residenziale, compreso tra due fabbricati, è un piccolo palazzo privato di città che ricompone il vuoto urbano lasciato dai bombardamenti del 1943 e si sviluppa in profondità sul sedime del lotto gotico originario di appartenenza.

Un rapporto tra antico e nuovo, tra fronti continui e retri aperti su nuove prospettive che si misurano con la storia nella sua sedimentazione ma anche nella sua capacità di costruire il presente.
Pur essendo un’iniziativa totalmente privata, l’edificio al civico 7 vuole comunicare rappresentatività e compostezza, architettonicamente parlando, proponendo un dialogo discreto ed in modo sufficientemente colto senza scadere nel mutismo o nella volgarità del disinteresse.

L’edificio corrisponde ad uno dei vari lotti in cui è suddiviso il piano particolareggiato PP4 del Comune di Milano per la riorganizzazione urbanistica delle zone di via Brisa, Ansperto, Gorani e Santa Maria alla Porta. Il piano prevede anche la realizzazione di una nuova piazza pubblica realizzata sull’impronta lasciata dai resti di Palazzo Gorani che, tramite le ricuciture edilizie del tessuto storico distrutto dagli eventi bellici, promuove un nuovo rapporto paesaggistico tra le parti coinvolgendo anche percorsi pedonali ed i vicini resti archeologici.
Il progetto, nonostante la sua limitata dimensione, deve assumere quindi molte complessità del luogo.

Ai vari livelli sono previste tipologie residenziali e al piano terra negozi; usi semplici organizzati in modo da sfruttare adeguatamente la sezione longitudinale dell’intero lotto con progressivi arretramenti terrazzati che prospettano sui nuovi spazi pubblici della zona archeologica di via Gorani e via Brisa.

La facciata sulla via Santa Maria fai conti con la classicità della chiesa del Richino e le facciate dei palazzi attigui, nel contempo attinge come cifra di stile al modernismo milanese; nel passaggio pubblico del cortile-atrio interno l’architettura si rapporta con l’uso di nuove materialità. L’edificio si sviluppa su vari livelli organizzati in profondità seguendo la morfologia obbligata del lotto e collegati verticalmente da un unico corpo scala interno.

In maniera semplificata sono individuabili sia in pianta che in sezione tre parti ben distinte dell’edificio: corpo principale su via S. M. alla Porta (4 livelli fuori terra + mezzanino e sottotetto), corpo di collegamento (scale ed ascensore) e corpo interno (4 livelli fuori terra).

Data la preesistenza del cantinato dell’edificio distrutto nei bombardamenti, è stata sfruttata la sua quota per non influire con scavi e fondazioni invadenti il sottostante livello di ritrovamento archeologico che comunque ha messo in evidenza alcuni reperti di murature romane visibili e conservate nei nuovi spazi sotterranei. La pianta del piano terra, organizzato con un mezzanino per rispettare l’altezza dello zoccolo di facciata esterno, è caratterizzata da un vicolo pedonale asservito ad uso pubblico che collega la via S. Maria alla Porta con la nuova piazza interna all’isolato.

Il passaggio, prescritto dal Piano Particolareggiato, costituisce anche l’accesso principale all’edificio il cui ingresso residenziale è costituito da un atrio circolare, che funge da nocciolo distributivo a tutti i piani come sbarco sia del corpo scala che dell’ascensore, ed è posto in relazione al cortile interno centrale al lotto. Questo piccolo cortile nascosto, è uno spazio segreto a cielo aperto in cui finestre e pannelli di metallo corten, contribuiscono a ricostruire quasi i palchi di un teatrino urbano e domestico.

Ai vari livelli delle residenze il progetto deve assumere una serie di vincoli architettonici e morfologici degli edifici adiacenti ragione per cui le piante i vari livelli sono organizzate in modo da sfruttare la sezione longitudinale decrescendo progressivamente l’altezza del fabbricato verso l’interno del lotto. Questa caratteristica determina la realizzazione di una serie di ampi terrazzi verdi. Nei materiali di facciata pubblica, il progetto si misura attraverso un confronto positivo con quelli semplici della tradizione milanese: il granito bianco di Montorfano, la pietra, l’intonaco nelle tonalità tenui, il legno ed il ferro verniciato.


Committente e realizzazione: Edillombarda spa
Progetto architettonico: Arassociati
Progetto degli interni: Arch. Antonella Tesei
Progetto del verde: AG&P - Architettura dei giardini e del paesaggio - Milano
Progetto illuminotecnico: Marco Pollice

 


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Autore: Marco Brandolisio, Giovanni da Pozzo, Massimo Scheurer e Michele Tadini - Arassociati

TAGS: intervento, recupero

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