Territorio

Regione Lombardia, ci rivedremo alla stagion dei fiori!

Ambiente 2018 numero 10

Incombe il rinnovo elettorale e, giusto alla fine dell’anno 2017, l’attività...

Regione Lombardia, ci rivedremo alla stagion dei fiori!

Incombe il rinnovo elettorale e, giusto alla fine dell’anno 2017, l’attività della Regione si è fermata, almeno per gli aspetti che attengono alla potestà decisionale degli organi politici. Ma dubito che gli uffici, in assenza di un timoniere, assumano provvedimenti nuovi da qui ai prossimi mesi. Dunque, tutto in stallo, e arrivederci alla prossima Giunta.

Cosa si troverà sul tavolo il prossimo Assessore al territorio? Credo ce ne sia abbastanza per mettersi a lavorare sodo dal primo giorno. Innanzitutto, il PTR. La nostra Associazione ha presentato osservazioni puntuali al documento adottato: i tecnici regionali hanno rimesso la palla ai politici, ma lo scarso tempo a disposizione non ha consentito di arrivare alla fase conclusiva della approvazione finale. E lì è rimasto il Piano regionale.

 E poi l’invarianza idraulica: l’approvazione del Regolamento recante criteri e metodi per il rispetto del principio dell’invarianza idraulica nelle nuove costruzioni e negli interventi di ristrutturazione espone gli operatori, oltre che a un procedimento amministrativo complesso e defatigante, a un imprevisto quanto inaspettato aumento dei costi di costruzione in una misura variabile dall’8 al 10 per cento! In chiusura di legislatura, il Consiglio, mentre non ha accolto la nostra istanza di escludere da tale onere gli interventi di rigenerazione, ha recepito una modesta riduzione degli importi e, su proposta del presidente Maroni, ha approvato una mozione per la revisione di questa disciplina.

Urge un intervento deciso, sulla scorta del principio che l’assolvimento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria da parte dell’operatore dovrebbe esaurire il debito del privato, con la garanzia che il Comune esegua tutte quelle opere necessarie per far fronte al nuovo insediamento urbanistico.

Infine, il regolamento edilizio unico: la Regione, entro il 18 aprile 2017, avrebbe dovuto adeguarsi ai dettami, belli o brutti, giusti o sbagliati, partoriti dalla mente feconda della Conferenza unificata il 20 aprile 2016.

L’obiettivo? Adeguare principi e definizioni nazionali alle singole realtà, per poi passare la palla ai Comuni, che dovranno a loro volta regolare il proprio territorio. Nulla è successo. Ma, almeno per questo, si può aspettare, dato che non scatta alcuna sanzione.    

 

Carlo Rusconi, Vice Presidente Edilizia e Territorio, Assimpredil Ance

Febbraio 2018


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Autore: Carlo Rusconi

TAGS: edilizia, rigenerazione urbana, territorio, urbanistica

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