Rapporti sindacali

Reddito di cittadinanza: un'opportunità per le imprese?

Legge di stabilità? 2019 numero 15

Il 29 gennaio è entrato in vigore il decreto legge che contiene, tra le varie misure, anche...

Reddito di cittadinanza: un'opportunità per le imprese?

Il 29 gennaio è entrato in vigore il decreto legge che contiene, tra le varie misure, anche quella relativa al c.d. reddito di cittadinanza. Pur non potendosi escludere modifiche e integrazioni a seguito dell’iter parlamentare per la conversione in legge del decreto, il reddito di cittadinanza è stato definito come “una misura fondamentale di politica attiva a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, ...”.

In altre occasioni abbiamo già parlato di politiche attive, evidenziando l’azione del legislatore che negli ultimi anni ha dato impulso a tali misure per aiutare le persone momentaneamente senza occupazione o in cassa integrazione e analizzando il ruolo che il nostro sistema bilaterale può svolgere: mi riferisco, in particolare, a ESEM-CPT che, in quanto soggetto accreditato presso la Regione Lombardia per l’erogazione di Servizi al Lavoro, quali ad esempio Dote Unica Lavoro e Dote Garanzia Giovani, potrà essere parte attiva nella realizzazione di tale novità normativa. In che modo il decreto associa il reddito di cittadinanza al mondo del lavoro?

È previsto che, nel rispetto della procedura stabilita, alle imprese che dovessero assumere a tempo pieno e indeterminato un soggetto beneficiario del reddito di cittadinanza sia riconosciuto un esonero contributivo di importo non inferiore a 5 mensilità del reddito, anche laddove tale assunzione sia derivata dall’attività svolta da un soggetto accreditato.

Rispetto a quest’ultimo punto, il decreto prevede il riconoscimento di possibili vantaggi anche a favore degli enti di formazione che siano intervenuti a supporto del lavoratore assunto con un percorso formativo o di riqualificazione professionale svolto nell’ambito di un apposito patto di formazione.

Queste previsioni normative sembrano aprire nuovi scenari e opportunità, ma credo debba essere chiaro che gli strumenti di attuazione dovranno essere semplici e facilmente applicabili dalle imprese, dovendo rimanere garantiti al contempo gli altri benefici e incentivi alle assunzioni già in vigore, fermo restando che non si potrà favorire una ripresa dell’economia in assenza di una politica nazionale industriale forte e solida nel tempo.

Il nostro settore potrebbe contribuire a una diminuzione del tasso di disoccupazione, giovanile e non, sempre che, oltre agli strumenti di politica attiva, siano sbloccati quegli importanti investimenti che Ance e tutte le rappresentanze datoriali del mondo produttivo stanno da tempo auspicando e chiedendo.   

Dario Firsech, Vice Presidente Rapporti Sindacali, Assimpredil Ance

Marzo 2019


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Autore: Dario Firsech

TAGS: Cassa Edile, contratto di lavoro, CPT, Enti Bilaterali, ESEM, imprese edili, Lavoro, rapporti sindacali

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