Opere pubbliche

Procedure negoziate

Ripartire dal Fidec 2018 numero 14

L’accordo concluso lo scorso luglio tra l’Ance e l’Associazione dei...

Procedure negoziate

L’accordo concluso lo scorso luglio tra l’Ance e l’Associazione dei Comuni italiani (ANCI) , che individua proposte condivise per una revisione del Codice Appalti da presentare al Governo, prevede, tra le misure indifferibili di semplificazione, anche un’ampia riscrittura della disciplina della procedura negoziata. La procedura attualmente vigente, infatti, non risulta più snella di quella ordinaria.

Al contrario, anche per effetto delle linee guida Anac sul tema, si articola in più passaggi per giungere all’individuazione dei concorrenti da invitare alla gara e molto spesso culmina nel sorteggio delle imprese che si sono candidate. Ance e Anci chiedono nuove norme che, ampliando la discrezionalità del RUP, consentano di utilizzare criteri di scelta che attribuiscano un giusto riconoscimento all’imprenditoria locale.

Stiamo parlando di commesse di interesse meramente territoriale in ragione del loro valore economico modesto (fino a 500.000 euro), della scarsa complessità ovvero della natura manutentiva dell’intervento.

Per appalti di questo genere, il corretto conseguimento dell’ efficienza del procedimento e il perseguimento della qualità dell’opera può essere ottenuto attraverso una ponderata e motivata scelta degli operatori economici da invitare, mentre il sistema dell’indagine di mercato mediante manifestazione di interesse, accompagnata dall’estrazione a sorte dei concorrenti, rappresenta un criterio che affida a elementi casuali ed aleatori l’individuazione dei partecipanti alla gara. Perché la prossimità territoriale del concorrente al luogo di esecuzione delle opere può rappresentare un valido criterio di scelta?

Per molti motivi, innanzitutto quello reputazionale : le imprese con sede nelle aree nelle quali operano hanno maggiore interesse a dimostrare la propria efficienza nell’esecuzione dei lavori e nel concreto perseguimento della qualità dell’opera, per mantenere un adeguato profilo da spendere in successive commesse. In secondo luogo perché e incontrovertibile che negli appalti di scarsa importanza economica vi sono limitati margini per sostenere i costi legati ad “un’organizzazione a distanza” e che, in particolare, le spese generali per la realizzazione di un appalto di modesto valore crescono in ragione della minore prossimità dell’impresa al luogo di esecuzione.

Questo genera il rischio di un affidamento dei lavori ad imprese lontane, che operano al limite delle condizioni di sostenibilità economica, in contrasto con l’interesse delle stazioni appaltanti, alla qualità del risultato e alla certezza dei tempi.

Oltre agli effetti positivi in tema ambientale (appalti a chilometro zero ), si deve anche riconoscere che l’esecuzione delle opere pubbliche ad opera di imprese e mano d’opera locali è suscettibile di generare ritorni economici positivi, indirizzando le risorse pubbliche alla promozione dello sviluppo del territorio e alla salvaguardia dei connessi livelli di occupazione . L’auspicio è quindi che il nuovo Governo tenga in giusta considerazione le istanze che provengono sia dalle imprese che dalle stazioni appaltanti.  

Giorgio Mainini, Vice Presidente Opere Pubbliche , Assimpredil Ance

Novembre 2018


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Autore: Giorgio Mainini

TAGS: ANCE, Appalto, Assimpredil Ance, codice appalti, Comune di Milano, lavori pubblici, Sicurezza, subappalto

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