Opere pubbliche

Prezzario regionale

Legge di stabilità? 2019 numero 15

Con notevole ritardo, il 28 dicembre scorso la giunta della Regione Lombardia ha approvato...

Prezzario regionale

Con notevole ritardo, il 28 dicembre scorso la giunta della Regione Lombardia ha approvato il nuovo Prezzario regionale delle opere pubbliche. Un’approvazione sicuramente dettata dalla fretta per evitare, anche quest’anno, di essere fuori tempo massimo. Il nuovo Codice Appalti, infatti, ha previsto fin dall’aprile 2016 che la quantificazione definitiva del valore dell’appalto avvenga sulla base di prezzari predisposti dalle Regioni. Il Prezzario della Regione Lombardia era, però, fermo all’annualità 2011. Con la finalità di articolare un nuovo prezzario è stato quindi costituito nel luglio 2017 un tavolo tecnico con la partecipazione del Provveditorato alle opere pubbliche, del Comune di Milano, di Anci Lombardia, di CCIAA di Milano e del Centredil, la nostra Associazione regionale.
La commissione così costituita ha deciso di procedere nel lavoro utilizzando come base il listino prezzi del Comune di Milano, ritenuto ben strutturato e già in uso anche presso altre stazioni appaltanti della Regione. Ho partecipato personalmente ai lavori quale delegato del Centredil e mi sono speso per far notare come alcune voci del prezzario milanese fossero incongrue e già da noi contestate anche all’amministrazione milanese. Abbiamo inoltre evidenziato la necessità di una modulazione dei prezzi su base territoriale sul presupposto che la realizzazione di alcuni lavori può essere tecnicamente ed economicamente più onerosa se effettuata in una località piuttosto che in un’altra.

A comprova di ciò abbiamo presentato uno studio commissionato da Centredil al Politecnico di Milano che è stato presentato alla commissione il 16 marzo 2018.
Da quella data più nulla, complice probabilmente il cambio di assessorato competente. Sta di fatto che con un’accelerazione improvvisa, senza essere più convocati, approssimandosi il 31 dicembre-data in cui i prezzari devono essere approvati- si è deciso di recepire il listino milanese tout court. Hanno accolto, seppur in via sperimentale, le risultanze del nostro studio affidato al Politecnico, inserendo dei coefficienti a base territoriale applicabili in funzione della localizzazione dei lavori in province diverse da quella milanese.

All’Assessore, alla giunta e al Presidente regionale nonché al Provveditorato OOPP abbiamo manifestato la nostra profonda insoddisfazione e contrarietà per le modalità e l’esito della vicenda, che avrebbe dovuto essere gestita diversamente stante l’importanza dello strumento. Ci siamo impegnati a evidenziare da subito le non poche voci palesemente incongrue, con dimostrazione basata sull’analisi oggettiva dei costi e stiamo lavorando in questo senso.
A questo riguardo sono gradite le segnalazioni di tutti i colleghi, che invito a far pervenire all’Associazione. La promessa ricevuta dall’assessorato e dal Provveditorato è quella di tener conto delle nostre osservazioni in sede di revisione del Prezzario. Il Codice, infatti, prevede che i prezzari debbano essere aggiornati e approvati entro il 31 dicembre di ogni anno. Ma per l’aggiornamento è necessario che esistano delle analisi ben fatte e articolate, così come già fanno alcune Regioni tra cui Veneto, Liguria, Toscana e Campania.

Per questo noi richiediamo che ci venga data evidenza della composizione analitica dei prezzi per poter confrontare le variazioni del mercato e delle tariffe così da operare gli opportuni aggiustamenti. Altrimenti si rischia che gli aggiornamenti siano dettati solo dagli sconti medi praticati dalle imprese, una prassi inaccettabile purtroppo spesso inopinatamente seguita dalle stazioni appaltanti. Una prassi censurata dall’ ANAC e dalla giurisprudenza secondo la quale “l’adeguamento dei prezzari a valori di mercato effettivi rappresenta non solo la condizione per l’effettività e la serietà dell’offerta e, quindi, per la conseguente sostenibilità dell’aggiudicazione dell’appalto, ma è la condizione al contempo a che le imprese possano concorrere liberamente ed effettivamente tra di loro e a che la spesa pubblica possa produrre durevolmente i propri effetti espansivi della domanda e degli investimenti”.  

Giorgio Mainini, Vice Presidente Opere Pubbliche , Assimpredil Ance

Marzo 2019


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Autore: Giorgio Mainini

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