Casi studio

Palazzo Ratti, Milano

RecuperaMI 2013 numero 35

L’Edificio si affaccia con il prospetto principale su via Senato al n. 12 ed è disciplinato ai sensi dell’art 45...

Palazzo Ratti, Milano

L’Edificio si affaccia con il prospetto principale su via Senato al n. 12 ed è disciplinato ai sensi dell’art 45 (vincolo indiretto) del Dlgs 42/04. Lo stabile è un’ imponente costruzione che riprende i temi dell’architettura neoclassica razionalista realizzata in Italia dagli anni 20 fino alla fine degli anni 30. Il rivestimento dell’ alzato è composto nella parte inferiore ( i primi due piani) da un apparato in marmo granitico lucido (serizzo), mentre la zona superiore, delimitata da un balcone centrale marmoreo, è rivestita in ceppo lombardo. La facciata superiore viene scandita da un ordine di dieci colonne dell’altezza di 15 m circa ciascuna . Tutto il rivestimento era nel suo insieme in mediocre condizione di conservazione. Tuttavia, è da rilevare che su facciate in cui il supporto lapideo comprende tutta la superficie, lo stato di degrado dei lititotipi, era causato non solo dagli effetti degli agenti atmosferici (gas liquidi e gassosi) che nell’ambiente urbano aggrediscono tutti i manufatti, ma anche dal naturale deterioramento dei composti chimico-meccanici che legano il rivestimento lapideo al supporto murario. In ragione di ciò, una delle principali caratteristiche e finalità di questo restauro, è stata di monitorare tutto l’apparato lapideo, per verificarne la stabilità e l’adesione del manufatto al supporto murario e prevenire qualsiasi fenomeno di distacco.

Sono state rilevate:

  1. concrezioni e incrostazioni di depositi carboniosi in aggiunta a consolidati processi di solfatazione; rappresentano un accrescimento compatto , sviluppato sia parallelamente sia perpendicolarmente alla superficie, che in quest’ultimo caso può assumere forma stalattitica o stalagmitica.
  2. alterazione cromatica del rivestimento, con crepe e fatturazioni estese; in taluni casi se non vengono adottati provvedimenti conservativi che ne arrestino il degrado, questi fenomeni possono degenerare fino a raggiungere situazioni di decoesione e disgregazione estesa del materiale in superficie e in profondità.
  3. depositi superficiali estesi. accumulo di materiali estranei di varia natura, quali polvere, terriccio, guano, particellato atmosferico. Ha spessore variabile, generalmente scarsa coerenza e scarsa aderenza al materiale sottostante.
  4. vecchie stuccature e risarcimenti decoesi e ammalorati.
  5. decoesione e polverizzazione diffusa del materiale (cotto e intonaco) che costituisce i supporti.
  6. distacchi delle superfici lapidee; scagliature e sollevamenti generali (intonaco e cotto).

I materiali lapidei (granito e ceppo lombardo) che costituiscono i rivestimenti esterni dei prospetti su Via Senato presentavano un mediocre stato conservativo, tali da obbligare ad alcuni interventi correttivi (sui balconi) e di risanamento (infiltrazioni attico). L’intervento di restauro iniziato nel novembre del 2009 si è concluso nell’ottobre del 2010, ed ha riguardato tutta la superficie muraria dei prospetti che si sviluppa su via Senato Via Marina e la corte interna.

L’opera si è articolata secondo le seguenti modalità:

1. Interventi conoscitivi e di documentazione

Rilevamento dello stato di conservazione dell’intero manufatto con fornitura della mappatura di cantiere, da eseguirsi su rilievo preesistente, suddivisa per voci. Esecuzione di saggi relativi alle diverse fasi dell’intervento, per l’applicazione di materiali e metodologie diverse. Analisi e diagnostica del degrado dei supporti effettuata dal Laboratorio Palladio

2. Preconsolidamento

Rimozione di depositi superficiali parzialmente aderenti (quali terriccio, guano etc.) con acqua, spruzzatori, pennelli, spazzole, spugne. Ristabilimento parziale della coesione (preconsolidamento) mediante impregnazione per mezzo di pennelli, siringhe, pipette, propedeutica alle operazioni di pulitura effettuata con silicato di etile. Stuccatura e microstuccatura temporanea con malta a base di grassello e sabbia fine nei casi di esfoliazioni, fessurazioni, scagliature, fatturazioni o lesioni, per prevenire gli effetti dilavanti provocabili da puliture a base di acqua inclusi gli oneri relativi alla successiva rimozione della malta.

3. Consolidamento

Ristabilimento della coesione mediante impregnazione ad impacco con silicato di etile, a seguito o durante le fasi della pulitura.

4. Pulitura meccanica ed idropulitura

Superfici in granito, Superfici in ceppo lombardo. Rimozione di depositi coerenti di notevole spessore quali croste nere o strati carbonatati con mezzi meccanici manuali e/o con strumentazioni di precisione. Rimozione di depositi coerenti di notevole spessore quali croste nere, strati carbonatati, strati di scialbo, graffiti, su superfici in materiale resistente e in buono stato di conservazione mediante idrosabbiatrice con sistema a bassa pressione a vortice rotativo elicoidale con granulato neutro finissimo.

5. Operazioni di distacco e ri_adesione di frammenti

Distacco di frammenti o parti pericolanti di dimensioni limitate la cui mancanza di adesione provochi rischio di crollo o difficoltà di ricollocamento nella posizione corretta, per consentire l’incollaggio nella posizione originaria o il trasporto in una diversa ubicazione; operazione eseguibile su tutti i tipi di pietra situati in ambienti esterni. Consolidamento di fessurazioni e fratturazioni tra parti non separabili di materiale lapideo mediante l’inserzione o la sostituzione di staffe in acciaio e/o mediante iniezioni di resine epossidiche, su tutte le opere situate in ambienti esterni

6. Integrazione di parti mancanti

Integrazione di parti mancanti di pietra al fine di restituire unità di lettura all’opera o anche di ricostituire parti architettoniche o decorative strutturalmente necessarie alla conservazione delle superfici circostanti, da eseguire su tutte le opere situate in ambienti esterni con malta composta da grassello di calce, carbonato di calcio in e resina acrilica in emulsione acquosa mediante tassellatura in materiale lapideo (operazione in collaborazione con professionalità quali formatore o scalpellino)

7. Protezione superficiale di manufatti e monumenti in pietra per rallentarne il degrado: stesura di prodotto polisilossano su tutta la superficie muraria, a più mani, e per impregnazione.

Impresa esecutrice: Enrico Colosimo Restauro Monumenti
Committente: Camperio s.p.a.
Progettisti: Enrico Colosimo – Enrico Colosimo restauro Monumenti, Rebecca Fant - Architetto
Direttore Lavori: Rebecca Fant - Architetto, Milano
Direttore dei Operativo: Enrico Colosimo – Enrico Colosimo restauro Monumenti
Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione: Gabriele Gotti-Architetto
Diagnostica: Laboratorio Palladio srl


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Autore: Enrico Colosimo

TAGS: Restauro

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