Territorio

Nuove regole che tutelino le vittime di operatori improvvisati

Ripartire dal Fidec 2018 numero 14

Non devono sempre pagare i più onesti

Nuove regole che tutelino le vittime di operatori improvvisati

Riprendendo il dialogo con i colleghi imprenditori attraverso le pagine di Dedalo, all’inizio del mio secondo mandato quale vicepresidente dell’Associazione con delega ai temi dell’urbanistica, dell’edilizia e dell’ambiente, mi piace ripercorrere i temi sui quali non mancheremo di porre attenzione, di proporre analisi e soluzioni, di coinvolgere interlocutori qualificati e competenti, di trasmettere alla politica e alle Istituzioni osservazioni e proposte. Sono molte, infatti, le problematiche che meritano una azione associativa consapevole, con l’obiettivo primario di favorire il mercato e di ridare così vigore a un settore trainante dell’economia del nostro Paese.

Penso, innanzitutto, a quanto il Comune di Milano sta modificando con riferimento alle norme del PGT, in corso di lavorazione e con le consuete luci e ombre, e al funzionamento delle procedure edilizie e alla loro informatizzazione, in parte già avviata e in parte ancora in fase sperimentale. Con la importante novità della presenza di Assimpredil Ance nell’Osservatorio edilizio, che riprende a funzionare dopo molti anni di fermo attività, e al quale auspichiamo possano arrivare, anche da parte degli operatori associati, osservazioni e proposte.

E poi, più in generale, parleremo di regolamento edilizio tipo e della sua adozione da parte dei singoli Comuni; cercheremo di capire le nuove norme regionali n tema di invarianza idraulica e gli oneri che queste addosseranno agli operatori; approfondiremo quanto a livello nazionale una apposita Commissione ministeriale sta elaborando in tema di revisione del Testo Unico dell’edilizia e quanto ANCE nazionale sta facendo per proporre un sostanziale superamento della disciplina, ormai così arcaica e superata, posta dal decreto ministeriale sugli standard edilizi.

Ma c’è soprattutto un tema sul quale non faremo mancare la nostra attenzione e per il quale non mancheremo di attivare ogni utile azione per raggiungere un risultato apprezzabile per la nostra categoria.

Mi riferisco alla disciplina delle garanzie per gli acquirenti di immobili da costruire e ai pesanti oneri che ne sono sempre derivati in capo agli operatori corretti. Una garanzia da riconoscere all’acquirente per prevenire eventuali disastri dell’operatore, un versamento al Fondo per tutelare le vittime di operatori improvvisati e noncuranti delle regole: ma perché devono sempre pagare i più onesti?

Le proposte che finora sono girate sul tappeto non sono efficaci. A nostro avviso, una opportuna soluzione normativa dovrebbe essere la previsione del divieto di iniziare l’attività di commercializzazione delle unità immobiliari oggetto dell’intervento se non sia stato ancora rilasciato il relativo titolo edilizio.

Per togliere dal mercato quei soggetti che vendono casa senza ave r niente in mano, che finiscono per assommare ritardi spesso inspiegabili nella prevista consegna del bene realizzato, con la conseguenza di danneggiare il buon nome di chi invece opera nel rispetto delle regole, delle procedure e nella massima tutela degli acquirenti, cioè dei consumatori finali del bene.

Questo significa garanzia del mercato, mettendolo al riparo da tendenze che, soprattutto in periodi che non si possono dire di sfolgorante sviluppo economico, sono destinate a sfavorire proprio la parte buona del mercato stesso. Un impegno non indifferente, quindi, sul quale chiedo sin d’ora la collaborazione degli imprenditori associati per far sentire più forte la nostra voce.   

 

Carlo Rusconi, Vice Presidente Edilizia e Territorio, Assimpredil Ance

Novembre 2018


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Autore: Carlo Rusconi

TAGS: diritti edificatori, edilizia, rigenerazione urbana, sviluppo immobiliare, territorio, urbanistica

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