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Nuove regole a rilancio dell’economia

Nuovi processi 2016 numero 43

Più trasparenza nelle gare e sulla esecuzione delle opere, più controlli e sanzioni, un drastico taglio alla...

Nuove regole a rilancio dell’economia

Più trasparenza nelle gare e sulla esecuzione delle opere, più controlli e sanzioni, un drastico taglio alla possibilità di introdurre varianti ai progetti originari. E’ questo il cuore del nuovo Codice degli Appalti, approvato la settimana scorsa dal Senato, nel rispetto dei tempi e dei princìpi dettati dalle direttive europee, che testimonia il buon lavoro svolto da questo Governo. Il nuovo Codice si muove all’interno di una cornice europea, semplificatoria e fortemente innovativa. Il coinvolgimento dei territori con il dèbat public e la regolamentazione dei gruppi di pressione sono tra i princìpi più innovativi. Il primo, che coinvolge le comunità locali interessate dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali che hanno impatto sull’ambiente, la città o l’assetto del territorio, con pubblicazione on line dei progetti e degli esiti della consultazione pubblica. Il secondo, un principio che definirei rivoluzionario, perché introduce per la prima volta nel nostro ordinamento un criterio che ristabilisce finalmente trasparenza al rapporto, fino ad ora a tratti opaco, tra lobby e decisori pubblici.

Tempi certi nella realizzazione delle opere pubbliche, stazioni appaltanti ridotte in maniera considerevole – da trentasei mila diventano duemila - come sono stati ridotti gli oneri documentali. Via le varianti e massimo ribasso, centralità del progetto e vigilanza affidata ad Anac, autonomia conferita al direttore dei lavori rispetto all’impresa che esegue l’opera, tra le grandi novità. E ancora si è voluta valorizzare la fase progettuale, promuovendo strumenti elettronici (BIM), esclusione dell’affidamento dei lavori sulla base del solo progetto preliminare e forte sostegno alle piccole e medie imprese e al Made in Italy: un modo questo per dare precedenza, a parità di prezzi e condizioni, alle imprese meritevoli ‘di casa nostra’ che negli ultimi tempi avevano subìto la morsa della crisi. Un codice che manda in soffitta la vecchia Legge Obiettivo, che nasceva con scopi - certezza di finanziamento nella realizzazione di un’opera, certezza di tempi di esecuzione, ragione strategica dell’opera – non sempre raggiunti.

Le nuove regole sono un segnale di rilancio dell'economia. Quando si cambia una regolamentazione poco chiara, che ha alimentato sprechi e corruzione, si contribuisce in modo rilevante allo sviluppo del Paese e del suo processo di rinnovamento. Fino ad oggi ci volevano 14 anni per realizzare un'opera da 100 milioni, negli ultimi cinque anni c'è stato un crollo degli appalti del 40 per cento. Le nuove norme accorciano i tempi e danno certezze. Dando quindi più peso alla qualità.

Il lavoro non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta. Nell’interesse del Paese e con il coinvolgimento di tutti i nostri principali interlocutori: sindacati, amministrazioni locali, territori, imprese. Con la nostra vigilanza e in stretta collaborazione con l’Anac. Un buon codice per creare lavoro, maggiore sviluppo. Ciò di cui abbiamo bisogno.
Una mano robusta per far ripartire l’Italia.

Riccardo Nencini, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Nella foto: modello strutturale del Podium e di parte del corpo della Torre di Zaha Hadid


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Autore: Riccardo Nencini

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