I commenti

Menzione innovazione di prodotto

Premio Essere Avanti 2020 numero 19

Farina Ezio Srl

Menzione innovazione di prodotto

Parla Paolo Redaelli, referente di Farina Ezio Srl: con il progetto della pista ciclabile in calcestruzzo drenante di Besana, in Brianza, ha ricevuto una menzione speciale da parte della giuria

Il materiale che avete ideato e brevettato è particolarmente indicato per la mobilità dolce?
Esatto: corsie ciclabili, strade pedonali e strade secondarie. Il calcestruzzo drenante – genericamente parlando – è molto simile all’asfalto drenante (concepito per le autostrade), la differenza è la sua natura più elegante. Il bitume è vistoso e con il caldo si scioglie, il calcestruzzo assomiglia invece a una roccia calcarea e tende a rompersi con l’azione torcente delle ruote: il materiale non è di per sé un problema quando è sollecitato con compressione uniforme in passaggio ordinario, mentre se ci sono rotazioni da fermo o sterzate la gomma tende a scavare la superficie: ecco perché non è indicato in presenza di curve e di parcheggi.

Ma il vostro, nello specifico?
Quello che abbiamo brevettato ha una parte di rinforzo fibroso che gli permette di essere ragionevolmente predisposto anche ai mezzi pesanti. Il materiale diventa più o meno resistente ai mezzi pesanti a seconda della bontà con cui viene posato. Se l’operazione viene eseguita manualmente, trattandolo come un pavimento ordinario e senza lisciarlo, il materiale è più poroso e drenante ma la superficie non è perfettamente levigata: queste scabrezze sono punto di aggrappo sulle situazioni di torsione e quindi abbassano la resistenza all’abrasione. Se viene meccanicamente appiattita e lisciata, allora si riesce a ridurre le asperità a un minimo tale da non renderlo vulnerabile.

Immagino che i costi iniziali di investimento siano più alti: perché un’amministrazione comunale dovrebbe utilizzare questo materiale?
Un’amministrazione rientra con un minore costo di opere accessorie (opere di invarianza idraulica). Il calcestruzzo drenante è interamente permeabile, assimilabile dunque al terreno naturale: la presenza di conglomerati di grosse dimensioni permette la creazione di vuoti che garantiscono un drenaggio di acque meteoriche elevato. Le pavimentazioni ordinarie non sono abbastanza permeabili. Pensiamo agli autobloccanti: hanno intrinsecamente una maggiore resistenza, ma coefficiente di drenabilità più basso. Dunque un metro di pavimentazione con autobloccante richiede opere accessorie maggiori per l’evacuazione delle acque meteoriche.

Più drenabilità, minor calore.
Esatto, questo è un altro aspetto da considerare per committenti e pubbliche amministrazioni. Rispetto alle pavimentazioni ordinarie, il calcestruzzo drenante riduce l’effetto isole di calore in primis perché la sua elevata porosità permette un minore assorbimento termico e un più rapido dissipamento del calore, in secundis per la sua colorazione più chiara (il bitume di colore nero tende a scaldarsi molto nella stagione calda). Quando piove, inoltre, una parte dell’acqua rimane sotto forma di umidità nel massetto: se la superficie impermeabile asciuga subito la superficie stessa e poi produce calore, una permeabile come la nostra deve asciugare la superficie ma anche gli interni. L’evaporazione assorbe dunque più calore, ottenendo come risultato temperature più basse.

Una curiosità su questo materiale ancora poco conosciuto?
Con molta sorpresa, abbiamo visto in un giardino che l’erba sta germogliando sul drenante. La cosa può essere positiva o negativa, due le possibilità: che le radici dell’era degradino progressivamente la superficie, o che la radice abbia spazio per crescere e che quindi l’erba non disgreghi la superficie. È un aspetto molto interessante, che valuteremo nei prossimi anni: potremmo scoprire che siamo di fronte a una superficie contemporaneamente rigida, perfetta per i pedoni (ma non solo, come visto) e verde. Terrò monitorato per tutta l’estate un angolino di terra per capire se secca con la stagione calda o se fa leva sull’umidità che si raccoglie all’interno. Quel che è certo è che dove germoglia qualcosa la natura trova terreno fertile.

Prospettive future di questo materiale?
Il programma nostro è di proporlo attraverso studi di progettazione alle pubbliche amministrazioni, perché sono i principali utenti per giardini, scuole e marciapiedi. Oltre a questo aspetto di promozione commerciale, vorrei aggiungere che il materiale deve essere prodotto correttamente e posato conformemente alle specifiche. La posa richiede maestranze più specializzate e formate: l’operaio generico non è in grado di posarlo efficacemente, perché prevede differenti tempi di rullatura rispetto all’asfalto tradizionale.

Cosa significa ricevere un premio in onore di Claudio De Albertis?
Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Claudio De Albertis. Spero però che il premio a lui intitolato aiuti a dare un’immagine positiva del settore edile su Milano e provincia.  

 

Febbraio 2020

https://premioclaudiodealbertis.it/farina_ezio/


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Autore: Yuri Benaglio

TAGS: Innovazione, Premio Essere Avanti

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