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I nuovi strumenti, la formazione, i servizi: inquadriamo il BIM anche grazie all’azione associativa

Nuovi processi 2016 numero 43

Digitalizzazione, BIM, Modellazione: termini nuovi che stanno entrando rapidamente nel...

I nuovi strumenti, la formazione, i servizi: inquadriamo il BIM anche grazie all’azione associativa

Digitalizzazione, BIM, Modellazione: termini nuovi che stanno entrando rapidamente nel linguaggio delle imprese ma che ancora appaiono lontani dal modello di fare impresa che ha caratterizzato il passato ventennio.

Compito dell’Associazione è accompagnare le imprese alla comprensione e alfabetizzazione per consentire a tutti di usare queste innovazioni per intervenire concretamente nell’adeguamento dei processi produttivi, sia delle grandi che delle piccole imprese, di chi opera nel mercato privato come sviluppatore o come esecutore, di chi opera nel mercato dei lavori pubblici.

Così come l’uso del cellulare ha profondamente cambiato il modo di comunicare, il BIM cambierà il modo di trasferire informazioni tra gli attori della filiera: una vera rivoluzione che richiederà scelte consapevoli e calibrate alle reali necessità.

“…..a digital representation of physical and functional characteristics of a facility. A BIM is a shared knowledge resource for information about a facility forming a reliable basis for decisions during its life-cycle; defined as existing from earliest conception to demolition. A basic premise of BIM is collaboration by different stakeholders at different phases of the life cycle of a facility to insert, extract, update of modify information in the BIM to support and reflect the roles of that stakeholder”

Con queste parole il “National Building Information Modeling Standards (NBIMS)” ha definito il BIM inteso in questo caso come vero e proprio modello digitale di relazione.

Il BIM, dunque, nasce come sistema per favorire i flussi di informazione necessari a costruire un processo produttivo, uno strumento che crea valore grazie alla possibilità di generare sinergie collaborative tra i diversi attori della filiera nelle diverse fasi del processo.

Per un’impresa di costruzioni vuol dire, in estrema sintesi, riprogettare i flussi di dati che determinano le caratteristiche del progetto, i tempi di realizzazione, i costi. Progetto architettonico, strutturale e impiantistico entrano in un unico modello digitale che permette di sviluppare l’esecuzione in cantiere usando un unico sistema di controllo e di gestione. Un sistema leggibile e visibile, implementabile da tutti i soggetti che partecipano al processo realizzativo.

Ogni impresa, in relazione al suo ruolo nel processo realizzativo, dovrà imparare ad organizzare le sue informazioni in modo da poter interagire con gli altri soggetti.

Ma questa interazione consentirà di eliminare errori, riducendo fermi cantiere, demolizioni, costi imprevisti. Consentirà di pianificare le fasi di lavorazione in modo da ridurre i tempi e ottenere risparmi ed efficientamento del cantiere.

Il BIM è, quindi, una questione fondamentalmente legata ai processi aziendali, che parte dalla capacità di realizzare modelli informatizzati che fungano da volano centrale per la diffusione delle informazioni lungo tutto lo sviluppo del processo.

Cosa deve fare un’impresa per approcciare questo tema e adottare azioni efficaci?

Il primo punto riguarda la conoscenza: bisogna che l’imprenditore comprenda appieno le potenzialità, che si assuma in prima persona il compito di definire come riorganizzare il proprio processo produttivo.

Per questo l’Associazione ha pianificato un percorso di alfabetizzazione che si attua attraverso uno sportello informativo e un ciclo di incontri progettati per le diverse tipologie di imprese.

Lo sportello è il punto di partenza a cui rivolgersi per mettere a fuoco i problemi e per scegliere con consapevolezza su quali strumenti puntare.

Il secondo punto riguarda la scelta delle figure specializzate che possono accompagnare l’impresa nella implementazione del BIM. Oggi il mercato è molto effervescente ma anche molto acerbo e la scelta di un consulente è uno degli aspetti più delicati: per questo l’Associazione ha selezionato esperti che hanno esperienza applicativa e con queste figure sta effettuando l’alfabetizzazione e il trasferimento di competenze.

Risulta, infatti, fondamentale capire che non basta dotarsi di un software perché a monte bisogna decidere il modello organizzativo aziendale, gli obiettivi che si vogliono raggiungere, le regole su cui basare la conservazione dei fattori competitivi tipici di ogni impresa.

Capire chi siamo e dove vogliamo arrivare è una funzione che non può prescindere dalla diffusione di modelli processuali dedicati e figure professionali che si integrano correttamente in questi ultimi.

Definite le scelte strategiche a monte, il terzo punto attiene alla scelta degli strumenti software che consentano l’applicazione di quanto definito in fase di pianificazione.

L’Associazione ha dedicato una particolare attenzione a questo aspetto nella convinzione che è essenziale distinguere i processi BIM dagli strumenti che ne vanno a supporto. Lo sviluppo di un modello digitale 3D realizzato con strumenti corretti ma senza un’idonea base di processo e programmazione, porterà quasi certamente ad un modello poco efficace, sicuramente digitale ma con molta probabilità non utile alla creazione di una vera innovazione “ BIM “.

La fase di implementazione del BIM coinvolge tutte le strutture aziendali e per questo necessita di tempi di adattamento, di competenze specifiche e di molta determinazione al risultato.

La formazione è indispensabile strumento per accompagnare tutta l’impresa al cambiamento, è un costo che l’impresa può abbattere usando i finanziamenti disponibili. Assimpredil Ance con ESEM ha attivato progetti formativi a valere su FONDIMPRESA, uno strumento fondamentale per sostenere un percorso così impegnativo e capillare.

Nella fase di implementazione potrebbero servire nuove competenze, per questo stiamo formando giovani in grado di poter coprire la domanda delle nostre imprese.

Lo stiamo facendo in collaborazione con il Politecnico di Milano per giovani BIM manager da mettere a disposizione per le fasi operative di avvio, ma stiamo formando anche giovani geometri e periti edili che possano gestire le fasi di applicazione in cantiere del BIM. I primi 30 stage saranno attivati a marzo e permetteranno alle imprese di accogliere per 3 mesi in azienda un giovane che ha fatto un percorso post diploma di due anni come tecnico di cantiere.

Alfabetizzazione, informazione, sportello di affiancamento, selezione di consulenti, formazione e offerta di giovani con competenze specifiche: un paniere di servizi pensati per consentire alle imprese di affrontare questa sfida con consapevolezza e senza perdita di tempo e di risorse.

L’Associazione ha da tempo affrontato questo tema e oggi è in grado di dare risposte concrete alle esigenze delle imprese di costruzione.

Tramite un adeguata sinergia tra processi aziendali, strumenti adottati e formazione degli utenti (sia operativi che dirigenziali) il BIM può divenire un vantaggio competitivo estremamente valido per le imprese di costruzione. Infatti grazie al suo utilizzo è possibile simulare virtualmente ciò che sarà poi realizzato in opera con un livello di dettaglio tarato in funzione delle specifiche esigenze di impresa, limitando al minimo le possibili problematiche usualmente risolte in opera spesso in base a decisioni prese frettolosamente e che non tengono in considerazione le diverse ripercussioni sul sistema edificio. Allo stesso modo tutte le fasi di programmazione, contabilizzazione, gestione, ecc. potranno essere efficacemente gestite ed incrementate.

Il carattere “globale” dei processi BIM, che raggiungono la loro massima efficacia quando la loro conoscenza e implementazione è estesa e radicata in una vasta area delle filiera, richiede una azione associativa di diffusione delle conoscenze che possa incentivare questo processo producendo un circolo virtuoso di sviluppo.

Purtroppo, la forte crescita del mercato del digitale ha portato anche alla diffusione di cattive pratiche e spesso di una generale diffidenza verso questi strumenti. Speriamo che le azioni messe in campo dall’Associazione possano essere un supporto pratico che eviti di incorrere in percorsi di innovazione tortuosi e infruttiferi, perché il percorso di digitalizzazione del settore è inevitabile e incontrovertibile. Partire bene vuol dire raggiungere l’obiettivo più rapidamente e cogliere le reali potenzialità del BIM per recuperare competitività e quote di mercato.

Gloria Domenighini, Direttore Generale, Assimpredil Ance

Nella foto: progetto parametrico della torre di Zaha Hadid a Milano


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Autore: Gloria Domenighini

TAGS: BIM

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