Territorio

Compravendite e fidejussioni

Rigenerare le città 2017 numero 8

A che gioco giochiamo?

Compravendite e fidejussioni

La normativa sull’obbligo della fideiussione a tutela degli acquirenti di immobili da costruire, a poco più di un decennio dall’entrata in vigore, si è rivelata fallimentare. La più forte criticità, che si riscontra in modo diffuso sul mercato, è la difficoltà di reperire adeguati strumenti assicurativi e società disposte a intervenire.

Nate come strumento essenziale per portare a trasparenza e maturità un intero comparto del nostro settore, le fideiussioni risultano ancora oggi poche rispetto ai numeri pur crescenti (almeno nell’ultimo anno) di transazioni immobiliari per acquisto di abitazioni che, secondo la Congiunturale Ance pubblicata lo scorso mese di luglio, si attestano nel 2016 a quota 516.300 circa, in crescita del 18,4% rispetto al 2015.

Spiace constatare come per troppo tempo le statistiche sui rilasci delle fideiussioni da parte dei costruttori abbiano relegato le imprese al ruolo di inadempienti alla legge: la verità è che il mercato assicurativo si è rarefatto di compagnie disposte a rilasciare tali fideiussioni. Non solo, nei pochi casi in cui le fideiussioni vengono rilasciate si assiste a un incremento esponenziale dei tassi applicati (tali da essere vicini ai tassi dei mutui), e delle garanzie richieste alle imprese.

Tra l’altro, all’onere salato del tasso applicato dalle compagnie di assicurazione viene addizionato un significativo 0,5 per mille, devoluto al Fondo di solidarietà destinato, per legge, a rifondere le vittime dei fallimenti immobiliari: questo significa che gli operatori qualificati e virtuosi, quelli cioè che rispettano la legge e gli oneri da essa derivanti, pagano pegno per rifondere le inosservanze degli operatori disonesti. In tutto questo, gli unici attori che dovrebbero incassare senza spendere nulla, cioè le società assicurative, sono latitanti: o non hanno interesse o chiedono valori e garanzie insostenibili dalle aziende.

Un vero e proprio fallimento della norma, che pure anche i costruttori avevano fortemente voluto per far emergere il mercato sano rispetto a quello irregolare. Il legislatore dovrebbe prenderne finalmente atto e pensare a una soluzione efficace, nell’interesse del mercato e degli acquirenti.

La soluzione non sembra vicina e sensata: perché inasprire le conseguenze per gli operatori che non provvedono a dotare i propri acquirenti delle prescritte fideiussioni, o fare controlli con l’intervento del notaio rogante, se poi l’operatore non trova sul mercato le società di assicurazione disposte a intervenire? Il tavolo della partita è monco, manca un giocatore. Ma, almeno in questo caso, non si può giocare col morto.

Carlo Rusconi, Vice Presidente Edilizia e Territorio, Assimpredil Ance

Settembre 2017


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Autore: Carlo Rusconi

TAGS: casa, compravendite, edilizia, fidejussioni, immobili

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