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Basilica Di San Carlo al Corso, Milano

RecuperaMI 2013 numero 35

Costruita in sostituzione della Chiesa medievale di Santa Maria dei Servi, la Basilica Di San Carlo al corso...

Basilica Di San Carlo al Corso, Milano

Costruita in sostituzione della Chiesa medievale di Santa Maria dei Servi, la Basilica Di San Carlo al corso è oggi sede milanese dell’ ordine dei Serviti. L’ edificio attuale è un bell’ esempio di stile neoclassico, ispirato al Pantheon romano, con Significative somiglianze con la Chiesa di San Francesco da Paola a Napoli, caratterizzato  dal Colonnato in Piazza del Plebiscito. Il progettista fu l’ Architetto monzese Carlo Amati (1832), anche se il cantiere fu effettivamente guidato nel 1838-1847 dall'Arch. Filippo Pizzigalli. L’edificio, a pianta circolare, è   preceduto da una elegante piazza porticata e introdotto da un imponente pronao con colonne corinzie.

Nel progetto originario, al sagrato della Chiesa avrebbe dovuto corrispondere, sull'altro lato della strada, un'esedra porticata che però non  fu mai realizzata. Il complesso sostituisce un antico Convento dei Servi di Maria poi soppresso da Napoleone nel 1799. La nuova Basilica fu realizzata in ringraziamento per la cessazione di un'epidemia di colera e dedicata a San Carlo Borromeo.

La decorazione del Tempio è affidata quasi interamente alla statuaria: In San Carlo  al Corso  si possono contare un centinaio di opere plastiche che, insieme alle linee circolari e sferiche della costruzione e alle numerose colonne (112 tra esterno ed interno) trasmettono in modo magistrale lo spirito e i criteri estetici dell'epoca neoclassica.

Obiettivo del restauro conservativo

Il restauro è attività legata alla manutenzione, al recupero e alla conservazione di manufatti storici. Il termine "RESTAURARE" viene dal latino ed è composto da "RE", di nuovo, e "STAURARE" con il significato di rendere , proveniente dal gotico "STI URYAN". Come definiva il più noto ed esperto teorico del restauro di opere d'arte , Cesare Brandi, direttore dell'Istituto Centrale di Restauro dal 1939 al 1959, "il Restauro deve mirare al ristabilimento dell’unità potenziale  dell'opera d'arte, purché ciò sia possibile senza commettere un falso artistico storico e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell'opera d'arte nel tempo" presupponendo parametri flessibili, capacità di analisi e adattamento alle situazioni.
A partire da questa definizione e dalla conseguente CARTA DEL RESTAURO del 1972, il restauro oggi tende ad identificarsi con il puro intervento conservativo dei materiali originali costitutivi che vanno ricercati e identificati "ritrovando e rimettendo in evidenza il testo originale dell'opera per consentire una lettura chiara e storicamente esatta". L'intervento di restauro della Basilica è stato affrontato proprio seguendo questi criteri.

Metodologicamente si è proceduto ad  un approfondito studio delle colorazioni originali, preceduto da puntuali stratigrafie ed esami di laboratorio. Il progetto di conservazione si è posto come obiettivo individuare il tono antico delle superfici per  riproporlo  nell'in Monumento, rendendo ai milanesi un’Opera  di notevole unicità ed armonia stilistica. Questa scelta progettuale, sottoposta alla valutazione dei funzionari della Soprintendenza e alla Curia, ha trovato riscontro positivo.

Attualmente l'interno del Tempio si presenta unitario e valorizzato nelle linee dell'architettura imponente dell'Amati. L’intervento si è sviluppato secondo 5 lotti di intervento di cui qui di seguito diamo illustrazione solo del lotto 3 e 4, rispettivamente il restauro dell’Aula Centrale e delle Cappelle e della grande Cupola centrale, cuore del Tempio.

Lotto n 3 Aula centrale e Cappelle: 2004 - 2005 D.L. Arch.Scurati Manzoni

Struttura architettonica ed apparato decorativo

All'interno della Basilica domina la grande aula circolare di diametro mt. 32,30 sormontata da un'ordita Cupola a tutto sesto che arriva ad una altezza di mt. 36,90. Contornata da uno scenografico colonnato con colonne e semicolonne in granito rosso,  traforata da esedre che formano cappelle, come il Pantheon,. La Cappella di sinistra appartiene all'originale antica Chiesa conventuale ed è dedicata all’Addolorata. L’Aula centrale è realizzata in due ordini architettonici sovrapposti che scandiscono il ritmo nell’alternanza di bassorilievi e nicchie con statue. L'adozione della forma circolare richiama simboli precisi: riecheggia la struttura del cosmo, la sfera del sole e della luna, la forma della Terra. Il cerchio è la figura geometrica in cui si esprime la perfezione divina.

All’interno della chiesa è sita una cappella contenente le spoglie mortali del Beato Giovannangelo Porro (1451-1505), membro della nobile famiglia milanese, Monaco presso il Convento dei Serviti di Santa Maria di Milano.

La Chiesa a oggi è dedicata a San Carlo, in quanto San Carlo Borromeo sarebbe stato guarito da fanciullo per intercessione del Beato Porro ivi venerato. Nella prima Cappella a sinistra dell'Altare Maggiore è presente il gruppo marmoreo di Pompeo Testori del 1851, che rappresenta San Carlo che comunica San Luigi Gonzaga.

Degno di nota anche il grande pulpito in legno dorato (il corrispondente sul lato sinistro andò bruciato con il bombardamento del 1944).

Intervento di restauro

Attraverso il recupero del cromatismo neoclassico originario, nel 2005 è stat effettuato il restauro dell'Aula Centrale (primi due ordini fino all'imopsta della Cupola) e delle Cappelle laterali. L'individuazione delle linee di intervento sono passate attraverso indagini stratigrafiche di cantiere e attenti esami di laboratorio effettuati  a ponteggi montati sotto la stretta supervisione della D.L. e della Soprintendenza.

Il restauro, che è stato svolto seguendo la metodologia tradizionale, ha reso alla città di Milano un tempio luminoso ed imponente, valorizzando gli elementi lapidei (bassorilievi e trabeazioni) e le numerose statue presenti nell'Aula Centrale e nelle Cappelle. Le fasi operative hanno previsto la pulitura graduata e differenziata (a secco e ad umido) a seconda del materiale su cui si interveniva; il consolidamento, ove necessario, del materiale; il restauro pittorico in velatura per quanto concerne gli intonaci.

Lotto n. 4 Cupola Centrale: 2008 - 2009 D.A. Arch. Scurati Manzoni DL Arch. Cassani

Struttura architettonica ed apparato decorativo

L'ordita Cupola a tutto sesto della Basilica, che si imposta sul corpo centrale mosso da slanciate colonne corinzie alternate a finestre e nicchie, è una delle più grandi d'Italia e misura 32,30 m per un'altezza di 36,9 mt.

Concepita dal Pizzagalli (senza l'aiuto di armature), è stata decorata con lacunari classici ottagonali a rosone centrale. La Cupola, conclusa dal lucernario (e non aperta da un foro centrale come il Pantheon di Roma dove si voleva simboleggiare la compenetrazione cielo-terra) è simbolo della tenda cosmica, della volta celeste, della dimora dell'Altissimo e di Cristo, Zenit del mondo. Il Tempio diviene un luogo che si apre all'Infinito, linea di contatto con l'Assoluto.

Storia e caratteristiche

Con i bombardamenti su Milano durante la seconda guerra mondiale, la Basilica aveva riportato notevoli danni all'apparato architettonico-decorativo, ai quali si pose rimedio ridecorando i cassettoni/rosoni danneggiati della Cupola facendo riferimento ai toni scuri appannati dallo strato di nerofumo presente sulla tonalità delle decorazioni.

Prima dei lavori i toni chiari originali tipici dello stile neoclassico erano scomparsi per lasciare posto ad un insieme decorativo dai colori scuri e pesanti.

In seguito agli interventi effettuati nel periodo 2000-2005 (Restauro del Presbiterio e dell'Aula Centrale), si era resa necessaria un'opera di revisione totale della Cupola onde recuperarne l'originaria tonalità e bellezza, effettuando, al contempo, un collegamento estatico-formale e tonale con le parti basse dove erano state riproopste le tonalità chiare originali ottocentesche.

Intervento di restauro

Dopo le operazioni di pulitura graduata e differenziata dei lacunari e degli elementi decorativi della Cupola, i toni antichi sono immediatamente riemersi nei loro cromatismi originali e luminosi, appesantiti ulteriormente nel corso del restauro degli anni '50.

Durante i lavori particolare attenzione è stata dedicata alla pulitura delle zone interessate da efflorescenze saline trattate attraverso impacchi di acqua deionizzata su strato separatore di carta giapponese ed alla riparazione delle due profonde crepe verticali di grandi dimensioni e profondità che interessavano lo spessore totale della muratura, oggetto di attenti studi sulla scelta dei materiali, trattate invece con l'inserimento di malte elastiche.

Terminati i lavori, la Basilica di S. Carlo è apparsa ai milanesi in tutta la sua bellezza e maestosità, illuminata da una luce nuova, prorpio come era stata progettata e realizzata nella metà dell'Ottocento.

Impresa esecutrice: GF MARCATO SRL, RESTAURI D'ARTE & STUDIO TECNICO

 

 

 

 

 


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Autore: Mariacristina e Giulia Marcato

TAGS: Restauro

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