Opere pubbliche

Appalti pubblici: all'orizzonte grandi cambiamenti

Speciale 30 anni 2016 numero 1

Per i lavori pubblici il 2016 sarà l’anno delle riforme. Il Parlamento ha approvato a metà gennaio...

Appalti pubblici: all'orizzonte grandi cambiamenti

Per i lavori pubblici il 2016 sarà l’anno delle riforme. Il Parlamento ha approvato a metà gennaio la legge che delega il Governo a recepire le nuove direttive comunitarie (n. 23/24/25 del 2014) in materia di appalti e concessioni e a varare, nel contempo, il riordino complessivo della legislazione in materia.
Il Governo ha dato attuazione alla delega nei tempi previsti e dal 19 aprile scorso è vigente il nuovo Codice degli appalti: il decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016. La riforma rappresenta un momento epocale per il Paese e per il futuro delle nostre aziende, un’occasione unica per quel rinnovamento delle regole tanto auspicato in vista della creazione di un mercato aperto, pienamente concorrenziale e trasparente, in cui operano soggetti realmente qualificati, capaci di realizzare le opere necessarie all’ammodernamento del paese, con tempi e costi certi. Troppo spesso, in passato, l’intervento normativo sul tema delle opere pubbliche non ha guardato al risultato finale ma si è concentrato solo ed esclusivamente sulla necessità di tamponare le distorsioni esistenti, peraltro, frequentemente senza grande successo. Ma l’impianto varato nei giorni scorsi dal Governo, per essere operativo ed efficace, necessita di circa 34 Decreti e, più o meno, 12 differenti linee guida, per un totale di quasi 50 provvedimenti che Ministeri e Anac dovranno predisporre per completare la riforma degli appalti pubblici. Sotto questo profilo, penso di interpretare la preoccupazione di tutti gli operatori che temono che una siffatta pletora di disposizioni possa rendere il sistema ancora più complesso e ancora più farraginoso l’operato di noi imprese. Così come pavento la difficoltà di districarsi, nel transitorio, tra norme che rimangono e norme caducate. Il rischio che tale confusione possa portare alla paralisi delle gare per alcuni mesi è dietro l’angolo. Il sistema associativo ha posto in essere tutti gli sforzi possibili per correggere diverse disposizioni del nuovo Codice e altrettanto significativo sarà l’impegno nei confronti dell’attività regolamentare ancora in essere, tanto più che le regole che verranno emanate da Anac e dal Ministero nei prossimi mesi sono proprio quelle che più direttamente impattano con l’attività delle imprese. L’obiettivo dell’azione di lobby associativa è fare in modo che gli operatori coinvolti possano far sentire la propria voce e contribuire con la loro esperienza a varare un quadro normativo finalmente rispondente alle esigenze di chi quotidianamente opera negli appalti pubblici: un complesso di norme efficiente, all’insegna della chiarezza e della semplificazione e con una riduzione degli oneri documentali in capo ai partecipanti alle gare.

Giorgio Mainini, Vice Presidente alle Opere PUbbliche, Assimpredil Ance


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Autore: Giorgio Mainini

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