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Appalti in BIM – La testimonianza di un comune virtuoso

Nuovi processi 2016 numero 43

Il Comune di Milano da circa 18 mesi ha iniziato una serie ed organica attività progettuale utilizzando...

Appalti in BIM – La testimonianza di un comune virtuoso

Il Comune di Milano da circa 18 mesi ha iniziato una serie ed organica attività progettuale utilizzando la metodologia BIM. Già da tempo gli uffici dell’amministrazione avevano organizzato un ufficio che supportasse tutti i tema di progettazione interni con la costruzione di modelli 3D degli edifici in progetto, da poco più di un anno questo gruppo, inserito in staffa alla Direzione Centrale Tecnica dell’Assessorato ai LL.PP. ha fatto da traino alle prime esperienze progettuali condotte in BIM. Quella del Teatro Lirico di via Larga è stata ad oggi l’esperienza più complessa e di certo significativa che ha coinvolto il Comune di Milano, ma non mancano già altre situazioni in cui le progettazioni, per esempio in ambito scolastico, sono state o sono in corso di sviluppo con la nuova metodologia.

La nostra esperienza ci dice che progettare con il BIM significa innanzi tutto compiere una piccola rivoluzione culturale; il progetto dell’edificio non nasce più come “ estemporaneo gesto compositivo” cui poi tutte le specialità progettuali apportano il loro contributo di completamento, ma deve nascere come un’attività organica e “ pensata” sin dall’inizio dove il team di progettazione agisce coordinato dal capo progettazione

E dal responsabile unico che assumono qui un ruolo veramente centrale. L’utilizzo dello strumento BIM implica innanzitutto la costruzione di un modello in cui ogni elemento deve essere frutto di una scomposizione pensata dell’edificio da progettare o da ristrutturare. La scomposizione può essere ispirata dalla norma UNI 8290 opportunamente integrata da ulteriori livelli in modo da creare una WBS su cui calare le informazioni del data base associato al modello tridimensionale. Per le amministrazioni l’utilizzo degli strumenti di progettazione di questo tipo possono certamente portare ad un miglioramento della qualità progettuale che senza dubbio porta ad un’implicita coerenza degli elaborati progettuali con un’implicita agevolazione per le fasi di controllo, verifica e validazione del progetto da porre a base di gara. Il controllo della progettazione porterà inevitabilmente ad una riduzione delle varianti di cantiere, tema questo, tanto di attualità e su cui l’amministrazione comunale milanese sta lavorando su più fronti. Progettare in BIM significa però un grosso sforzo di alfabetizzazione dei propri tecnici che necessariamente sono chiamati ad una conoscenza dello strumento ma come si è detto anche ad un’attività più sinergica e integrata tra i vari componenti del team di progettazione. Il modello e lo strumento diventano pian piano il punto di confronto “ virtuale” su cui i tecnici impegnati nella progettazione si confrontano affrontando e risolvendole varie questioni che si aprono durante le fasi progettuali.

Il BIM è anche uno strumento di grande trasparenza in tutta l’azione progettuale ma anche realizzativa dell’opera; la possibilità di poggiare le attività contabili sullo strumento creando di fatto un modello as built automaticamente aggiornato dalle attività quotidiane di cantiere, porterà di certo anche ad una riduzione sensibile degli aspetti di contenzioso che talvolta possono aprirsi tra ufficio di Direzione lavori ed Impresa nel momento realizzativo dell’opera. Un altro non trascurabile aspetto è quello che può potare le amministrazioni ad una gestione intelligente del proprio parco immobiliare. Il modello BIM può divenire il luogo dove la storia dell’edificio resta tracciata e conosciuta; un bagaglio di conoscenza che consentirà al manutentore di domani di affrontare e compiere le scelte manutentive con maggiore facilità ed appropriatezza di soluzioni. In modo analogo, tramite questo strumento l’amministrazione potrà impostare rapporti convenzionali con soggetti privati che abbiano la gestione di immobili comuni quali musei, teatri, impianti sportivi in rapporti convenzionali di questo tipo. Sarà facile consegnare al gestore l’immobile nello stato di fatto prevedendo e tracciando mediante il BIM le attività manutentivi ed edili poste a carico del concessionario e prevedendo livelli ampissimi di degrado accettabili al tempo di utilizzo.

Per completezza pare utile ragionare brevissimamente sulla normativa vigente e su quella in procinto di essere licenziata circa l’uso del BIM nel sistema di progettazione, e realizzazione e gestione delle OO.PP. in Italia. Nel quadro normativo attuale nessun cenno è fatto alla possibilità di utilizzo di tali strumenti; pare che la nuova normativa inserirà invece l’obbligo d’uso della progettazione di nuove opere degli strumenti BIM:

La speranza è che l’introduzione sia “ ragionata e ben pensata” da parte del legislatore. Troppi sono infatti i casi cui abbiamo assistito dopo anni di disattenzione a tematiche innovative, alla pretesa che in pochissimi mesi si cambiasse radicalmente l’approccio obbligando gli operatori del settore delle OOPP a compiere balzi in avanti difficilmente controllati e con esiti non positivi. Abbiamo detto che progettare, realizzare, contabilizzare, gestire con il BIM significa compiere un salto culturale notevole e per tanto progettisti, tecnici( interni ed esterni alle amministrazioni) ed imprese devono potere percorrere la strada dell’innovazione con gradualità e metabolizzando in pieno l’uso di nuovi strumenti; auspichiamo che di questo la nuova normativa tenga conto e non dia nemmeno per scontati i costi in termini di acquisto e manutenzione dei software e di formazione del personale che dovranno trovare giusti spazi nei momenti di programmazione e disponibilità che andranno recuperate nei bilanci sempre più contratti delle amministrazioni comunali.

Maria Carmela Rozza, Assessore Lavori Pubblici, Comune di Milano

Nella foto: una sezione dell'edificio dell'Unicredit Pavillon nella modellazione impiantistica effettuata con strumentazione BIM


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Autore: Maria Carmela Rozza

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