Rapporti sindacali

Ance: ripartiamo da lavoro e contrattazione sindacale

Crescere? 2016 numero 3

L’Assemblea di Ance, che si è tenuta il 14 luglio u.s., è stato un nuovo...

Ance: ripartiamo da lavoro e contrattazione sindacale

L’Assemblea di Ance, che si è tenuta il 14 luglio u.s., è stato un nuovo momento di confronto e di analisi del nostro settore, con una particolare attenzione ai temi del lavoro e delle relazioni sindacali.

Ho già avuto modo di evidenziare in passato l’importanza del sistema bilaterale e del ruolo dell’Associazione per intercettare il cambiamento che interessa non solo il nostro settore ma anche il nostro  sistema.

Da questo punto di vista, la costituzione dell’Ente unificato rappresenta un esempio concreto di attuazione di un nuovo percorso di riorganizzazione degli Enti bilaterali.

Ma cosa fare per il nostro  settore? Quali le proposte e quali gli obiettivi? Da Ance è arrivata la proposta di varare, in vista dell’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale, un avviso comune delle parti sociali da presentare  al governo, che contenga una serie di proposte sulla normativa del lavoro in cantiere.

Perché proprio il cantiere, che rappresenta una specifica e peculiare “sede di lavoro”, necessita di regole adeguate  rispetto alle esigenze quotidiane.

Siamo consapevoli e convinti che proprio il cantiere debba essere messo al centro di un ampio ragionamento che veda il nostro settore in prima linea nella valorizzazione  dell’ambiente lavorativo ai fini di una sempre maggiore sicurezza nel luogo di lavoro, puntando ad una sempre più qualificata formazione per tutti gli addetti.

La presenza nei cantieri edili di  imprese che, pur svolgendo lavorazioni di natura analoga a quella edile, se non sostanzialmente equivalente, applicano ai lavoratori contratti collettivi di settori merceologici diversi da quello edile,  impedisce, nei fatti, la realizzazione di condizioni omogenee di tutela.

Da qui la considerazione che per salvaguardare lavoratori e imprese, l’elemento strategico debba essere la definizione e  l’elaborazione di un “contratto unico di cantiere”.

Bisogna mirare alla definizione di un contratto che presenti sostanziali caratteristiche di equilibrio, riportando le peculiarità del contratto dell’edilizia al centro del processo di unificazione e innovazione, prevedendone l’applicazione dei suoi modelli a tutti coloro che operano nei cantieri, indipendentemente dall’attività svolta, rendendo così omogenei i costi sostenuti da tutte le imprese coinvolte e  garantendo le effettive tutele con particolare attenzione ai temi della sicurezza e della formazione. A tutela e nell’interesse di tutta la filiera del cantiere, tra cui imprese e lavoratori, le Casse Edili del sistema ANCE dovranno fattivamente contribuire ad evitare pericolosi fenomeni evasivi ed elusivi, garantendo così una leale concorrenza tra le imprese.

La regolamentazione collettiva dell’edilizia, sia perché il cantiere è il luogo fisico di lavoro per antonomasia del nostro settore, sia per l’esperienza ed i significativi risultati già raggiunti, dovrà necessariamente rappresentare il punto di partenza e di raccordo. Si tratta di una sfida difficile, ma al tempo stesso necessaria per noi, per il nostro settore e per la ripartenza del Paese intero.

Dario Firsech, Vice Presidente Rapporti Sindacali, Assimpredil Ance

Settembre 2016


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Autore: Dario Firsech

TAGS: , contratto di lavoro, imprese edili, Lavoro, rapporti sindacali

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