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La missione Ance in Serbia

Silenzio 2018 numero 13

Italia, Serbia e Montenegro per costruire insieme

La missione Ance in Serbia

 

Ha riscontrato grande successo la missione imprenditoriale “Italy, Serbia & Montenegro – Building together” organizzata dall’Ance a Belgrado il 29-30 maggio 2018, in collaborazione con l’Ice- Agenzia, l’Ambasciata d’Italia, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dello Sviluppo Economico, e con la partecipazione dell’Oice. All’iniziativa hanno partecipato più di 100 enti italiani e serbi di cui 50 aziende italiane di costruzione e di ingegneria tra le più qualificate. A Belgrado, le aziende italiane hanno potuto approfondire le opportunità di lavoro e di investimento nel settore dei trasporti, dell’ambiente, delle infrastrutture ospedaliere, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, oltre che esaminare le possibili collaborazioni con aziende serbe e montenegrine, ed al contempo approfondire le partnership già esistenti.  

L’area dei Balcani è fortemente strategica e di estremo interesse per le imprese di costruzioni italiane, in particolare per le PMI. Nel 2016, le imprese italiane hanno sottoscritto contratti del valore di oltre 420 milioni di euro, la metà dei quali localizzati in Serbia e Montenegro. In apertura del Workshop sono intervenuti la Vicepremier serba e ministro delle Costruzioni, trasporti ed infrastrutture, Zorana Mihajlovic, l’Ambasciatore d’Italia in Serbia, S.E. Carlo Lo Cascio, il Segretario di Stato del Ministero dei trasporti e affari marittimi del Montenegro, Muamer Hajdarpasic e l’Ambasciatore d’Italia a Podgorica, S.E. Luca Zelioli.  

La vicepremier, Zorana Mihajlovic, ha sottolineato la “stabilità politica e finanziaria” della Serbia come vantaggio per chi voglia investire ed ha invitato le imprese italiane a valutare attentamente le numerose opportunità esistenti, in modo particolare legate agli assi stradali e ferroviari dei Corridoi X e XI, per i quali il Governo serbo ha stimato investimenti per circa 22 miliardi di euro, ai quali si sommano le risorse delle Istituzioni finanziarie internazionali (Banca Mondiale, BERS e BEI). Negli ultimi anni il Governo ha adottato significative riforme, dirette al miglioramento del “business climate” quali la riforma della Pubblica Amministrazione, la ristrutturazione delle imprese statali, oltre che alcune riforme fiscali. Sono stati ridotti gli oneri per la costituzione societaria, ed anche i tempi risultano significativamente diminuiti. Oltre a quelli del Governo centrale, ci sono molti vantaggi offerti dalle varie municipalità che concorrono tra loro per l’insediamento di aziende in grado di assumere mano d’opera. Da segnalare la creazione di numerose Free Zones (esistono 14 zone franche), con regimi fiscali assai agevolati ed altri benefici quali: esenzioni dall’IVA, dazi doganali e dazi all’importazione e trasferimenti gratuiti di profitti, capitali e dividendi. Sono localizzate a: Belgrado, Kragujevac, Krusevac, Novi Sad, Sabac, Pirot, Subotica, Zrenjanin, Proboj, Vranje, Apatin, Svilajnac, Uzice e Smederevo. Per il settore dell’edilizia, si è assistito negli ultimi anni ad una semplificazione nel rilascio delle autorizzazioni e nelle procedure di costruzione. Nel corso del 2015 è stata approvata la riforma dei permessi di costruzione (ora si possono ottenere licenze in pochi giorni ed in via telematica) ed è stata approvata la nuova Legge sugli investimenti.  

La Serbia ha una posizione geografica molto favorevole. Situata al crocevia di tre importanti Corridoi europei nell’Europa sud-orientale (Corridoi stradali X e XI e Corridoio fluviale VII), è un paese di transito per il trasporto di persone e merci dall’Asia verso l’Europa centrale. Il settore dei trasporti e delle infrastrutture è uno dei settori più importanti per l’economia della Serbia. Il settore partecipa con circa il 15% al PIL del paese. Tra le priorità nel settore dei trasporti va segnalata il completamento dei collegamenti stradali e ferroviari sul Corridoio X, alcuni dei quali già iniziati ed in corso di ultimazione, la costruzione e ricostruzione della ferrovia Belgrado-Budapest, il completamento del Corridoio XI, che consentirà una migliore connettività tra la Serbia e i paesi della regione adriatico-ionica. La rete dei trasporti in Serbia si compone di 43.839 Km di strade, 3.809 km di ferrovie, circa 1600 km di vie navigabili, due aeroporti, 12 porti e 3 terminal intermodali. La Serbia beneficerà delle risorse dei Fondi europei che per il 2014-2020 ammontano a circa 1,5 miliardi di euro, dei quali circa 1/3 destinati al settore delle infrastrutture di trasporto, energetiche ed ambientali. L’ente ferroviario serbo investirà circa 16 milioni di euro nel 2018. Gli investimenti sono mirati alla ristrutturazione e al miglioramento della rete ferroviaria nazionale. Oltre ai lavori di manutenzione già avviati sulla rete nazionale, si proseguirà alla ristrutturazione della linea ferroviaria Pancevo-Orlat-Novi Sad che prevede una lunghezza di 113 chilometri. Attualmente sono in corso i lavori di ristrutturazione di due sezioni della linea ferroviaria che collega la provincia autonoma della Vojvodina con il confine con l’Ungheria. Seguiranno i lavori per la ristrutturazione di 3,5 chilometri sulla linea Predejane-Dzep e per la linea Belgrado- Nis-Presevo. Con riferimento alla linea veloce della ferrovia Belgrado-Budapest i lavori seguiranno tre fasi distinte: la prima prevede la costruzione della prima sezione, la Belgrado-Stara Pazova per una lunghezza complessiva di 30 chilometri, la seconda prevede la costruzione della tratta Stara Pazova-Novi Sad. La terza fase vede la costruzione di una sezione lunga 107 chilometri e che da Novi Sad va fino a Subotica, vicino al confine ungherese.  

Numerosi progetti infrastrutturali particolarmente complessi, beneficeranno dei finanziamenti delle Banche di Sviluppo Multilaterali. La Banca Europea degli Investimenti finanzierà in particolare i progetti previsti dall’Agenda per la connettività nei Balcani occidentali, come l’autostrada Nis-Pristina, alcuni tratti del Corridoio X (E-80 ed E-75), la ristrutturazione della ferrovia Nis-Dimitrovgrad, lo sviluppo delle vie di trasporto interne su acqua e la circonvallazione attorno a Belgrado. La Serbia sta realizzando importanti opere infrastrutturali in diversi punti vitali del paese, a cominciare dalla cosiddetta “Autostrada della pace” che dovrà collegare la città meridionale di Nis (240 chilometri a sud di Belgrado) con Pristina, attraverso il comune di Merdare.  

Nel settore ambientale, che sconta fortissimi ritardi dovuti principalmente ad una carenza di infrastrutture e di impianti per il trattamento, la Serbia dovrà investire più di 4 miliardi di euro, nel settore dell’efficienza energetica, sviluppo di prodotti innovativi ed ecologicamente accettabili, impianti per il riciclaggio e discariche regionali, depurazione acque reflue ed altri. La difesa ambientale può rappresentare un’occasione di collaborazione fra Italia e Serbia: in tale settore l’Italia possiede grande esperienza e know how, che potrebbe mettere al servizio del Paese per far avanzare la Serbia verso l’attuazione degli standard europei. Il settore energetico, uno dei più importanti dell’economia serba, rappresenta circa il 5% del PIL del paese. Le infrastrutture energetiche sono prevalentemente di proprietà dello Stato e gestite da imprese pubbliche. Gli impianti energetici sono spesso in condizioni obsolete a causa di un lungo periodo di incuria e della carenza di investimenti. La Serbia ha ratificato l’accordo di collaborazione con l’Italia, che porterà alla costruzione di alcune centrali idroelettriche.  

Per il prossimo programma d’azione annuale per la Serbia IPA 2018, la Commissione europea ha deciso di aumentare la dotazione di bilancio per la Serbia di 34 milioni di euro, oltre ai 179,1 milioni di euro precedentemente previsti: per il settore ambiente ed energia, i 61,9 milioni di euro consentiranno la costruzione e la riqualificazione dell’impianto di trattamento delle acque reflue per la città di Nis (Serbia meridionale) del valore di 42,9 milioni di euro. Per il sostegno all’efficienza energetica e alle risorse rinnovabili saranno allocati 8 milioni di euro, mentre per il sostegno all’efficienza energetica attraverso il potenziamento degli edifici pubblici a Belgrado, saranno investiti 11 milioni di euro.

Con riferimento al Montenegro, sono state illustrate le opportunità nei settori dei trasporti (strade, ferrovie ed aeroporti), ambientale ed energetico, considerati tutti una priorità per il Governo. Anche in Montenegro sono presenti ben 8 Free Zones (Berane, Bijelo Polje, Cetinje, Kolasin, Mojkovac, Niksic, Podgorica and Ulcinj). Maggiori informazioni sulle agevolazioni e sui benefici fiscali sono disponibili al seguente link: https:// www.bizniszona.me/en/ Nel marzo del 2000, il Governo della Repubblica del Montenegro, il Porto di Bar, in collaborazione con il Comune di Bar, hanno fondato la “Zona franca del Porto di Bar”, operativa solamente nel 2005: http:// www.lukabar.me/index.php/it/opste- informacije Il 25 aprile 2018, il Governo montenegrino ha aggiornato la lista dei progetti prioritari nel settore delle infrastrutture di trasporto, energia, ambiente per un valore d’intervento pari a 5 miliardi di euro per il periodo 2017-2025, disponibile al seguente indirizzo: ht tp://www.srp.gov.me/en/ home/nik/184233/Single-Project-Pipeline- updated-2018.html Si ricorda che il progetto strategico più importante è rappresentato dall’Autostrada Bar-Boljare, parte del Corridoio XI che collega Bari- Bar-Belgrado con Bucarest. La parte montenegrina ha una lunghezza di 175 Km per un costo di 1,7 miliardi di euro. È prevista la costruzione di 42 tunnel e di 92 tra ponti e viadotti. La lunghezza complessiva della rete ferroviaria in Montenegro è di 250 km. La rete è composta di tre linee che si congiungono a Podgorica:

  • Vrbnica-Bar (Route 4) rappresenta la spina dorsale del sistema ferroviario montenegrino e parte della ferrovia internazionale Belgrado-Bar;
  • Niksic-Podgorica (56,6 km);
  • Podgorica-Scutari (Route 2), valore stimato circa 35 milioni di euro e si estende fino a Tirana in Albania

Lo strumento di pre-adesione nella sua seconda fase (IPA II) prevede per il 2014-2020 il finanziamento di circa 280 milioni di euro, 32 dei quali saranno destinati al miglioramenti del settore dei trasporti. Un ulteriore miliardo sarà stanziato per i progetti di connettività, con l’obiettivo di collegare il Montenegro all’Unione europea, estendendo il mercato dei trasporti. Lo sviluppo dei progetti di interconnessione della rete stradale e ferroviaria del Montenegro con i Paesi confinanti vedrà la co-partecipazione delle risorse delle istituzioni finanziarie internazionali quali BERS, BEI, Banca Mondiale e risorse provenienti dal Western Balkan Investment Framework (WBIF) https:// wbif.eu/beneficiaries/montenegro

Riguardo al settore delle infrastrutture sanitarie, è prevista la costruzione di nuove strutture ospedaliere entro il 2020, oltre che l’ammodernamento di unità ospedaliere già operative. In particolare, si cita la realizzazione dell’ospedale nella città di Pljevlja ed il nuovo polo ospedaliero di Podgorica. Il turismo rimane un settore trainante dell’economia montenegrina: gli esperti prevedono tassi d’investimento medi annui nel turismo - prevalentemente strutture di lusso e marine da diporto - di quasi il 7%, una delle percentuali più alte al mondo e localizzata prevalentemente lungo le zone costiere quali Budva, Kotor e Tivat.

È prevista la costruzione di centri regionali per la gestione dei rifiuti solidi nelle municipalità di Kotor, Nikšifl, Bijelo Polje, Berane e Pljevlja, la costruzione di un impianto di trattamento dei rifiuti nella discarica di Podgorica e progetti di risanamento di varie discariche nel Paese. Maggiori dettagli sui progetti nei settori sopra menzionati, sono disponibili al seguente link aggiornato al 12 luglio 2018: http://www.mvp.gov.me/ResourceManager/ FileDownload.aspx?rId= 323402&rType=2 In occasione delle Tavole tematiche sono stati approfonditi i progetti nei settori delle infrastrutture stradali, navali e aeroportuali, oltre che ferroviari e municipali. Sono intervenute alcune aziende associate all’Ance che hanno reso una testimonianza sulla loro esperienza nei due Paesi.  

I lavori si sono conclusi con la partecipazione dei rappresentanti degli Organismi finanziari internazionali (Unione europea, Banca europea per gli Investimenti, Banca Mondiale) e delle principali banche italiane presenti in Serbia, quali Banca Intesa ed UniCredit. Il 30 maggio, grazie alla collaborazione di Italiana Costruzioni, è stata organizzata una visita al cantiere di un tratto dell’autostrada E763 (sezione Obrenovac-Ub) che collega la Serbia con il Montenegro.   

Alessandra Ciulla, Ufficio Lavori all'Estero e Relazioni Internazionali ANCE

Settembre 2018


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Autore: Alessandra Ciulla

TAGS: costruzioni, edilizia, estero, mercati esteri, Serbia

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