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2015-2021 Mettere a terra gli obiettivi strategici

Il futuro siamo noi 2021 num. 25

E' tempo di bilanci...

2015-2021 Mettere a terra gli obiettivi strategici

Si chiude il mandato del Presidente Marco Dettori, avviato nel 2015, ed è tempo di bilanci.

Sono stati sei anni caratterizzati da fasi molto difficili ma anche ricche di nuove opportunità per chi nel settore ha voluto cogliere le sfide del cambiamento.

L’attività dell’Associazione si è orientata verso l’obiettivo del rafforzamento dei servizi, la lotta al sistema burocratico, la tutela degli interessi rappresentati mirando ad essere, come chiaramente richiesto dalla Governance politica associativa, sempre più un “sindacato di rappresentanza delle imprese”.

Uno slogan riassume l’impegno di questi sei anni: GUARDARE AVANTI, PARTENDO DAI NOSTRI VALORI. La forza di Assimpredil Ance, ancora dopo più di 75 anni dalla costituzione, sta nel saper cogliere le sfide di un settore dinamico come quello delle costruzioni, nell’anticipare le tendenze della società e le evoluzioni del mercato, nel progettare servizi innovativi e attuali, in grado di interpretare e rispondere ai bisogni di oggi e di domani delle imprese associate, nell’assicurare solide relazioni con le Istituzioni. E sta, soprattutto, nella condivisione continua di esperienze, idee e valori.

Nei numeri di Dedalo ho già scritto delle questioni associative legate ai cambiamenti in corso, ma voglio qui ricordare alcune delle tappe fondamentali, prima fra tutte quella che ci ha portato a definire la carta dei valori associativi.

La competenza è il valore maggiormente riconosciuto dai soci, una leadership che esprime capacità di guida e di riferimento per tutta la filiera. Dobbiamo, invece, ancora lavorare sull’immagine che comunichiamo all’esterno: siamo visti come l’Associazione delle grandi imprese dell’edilizia quando in realtà il 70% degli iscritti rientra nella piccola impresa ed è proporzionalmente coinvolto negli organi di governance.

Proprio grazie alla competenza, ma anche alla capacità di essere resilienti in modo veloce ed efficace, abbiamo affrontato le fasi positive di Expo 2015, la crisi del 2017 e la ripresa del 2019, per poi piombare nella peggiore fase della storia recente con l’emergenza sanitaria.

Nonostante la crisi, le difficoltà e la paura per il futuro, il 2020 è stato un anno tra i più importanti in termini di nuovi iscritti, un dato che si è consolidato nel 2021 grazie alla riconosciuta competenza specialistica.

La digitalizzazione dei servizi, insieme alla riorganizzazione della struttura per fronteggiare le punte di domanda conseguenti alle decine di decreti e provvedimenti emanati dal Governo e dalla Regione Lombardia, hanno permesso ai nostri esperti di essere a disposizione dei soci, nei modi e nei tempi richiesti.

Ma è stato anche un periodo di rafforzamento della tutela e rappresentanza, orientate alla difesa delle condizioni per superare la crisi e ripartire. Le costruzioni sono tornate al centro dell’agenda del Paese e dall’ecobonus alla rigenerazione urbana, dallo Sblocca cantieri alla revisione del codice degli appalti, dal Tavolo “C’è Milano da fare” alla rete con le stazioni appaltanti sono stati fatti passi avanti significativi.

Si apre ora una nuova stagione legata al Recovery e alla ripartenza dopo la pandemia: sarà la sfida dei prossimi anni per superare nodi mai risolti come la semplificazione e per correre verso nuovi traguardi: digitalizzazione e sviluppo sostenibile.

I quasi due anni di COVID 19 hanno favorito alcuni balzi in avanti del processo di innovazione nell’edilizia.   

Il cambio di passo è evidente e chiari sono i nodi da sciogliere per far correre questa nuova “anima della filiera delle costruzioni“ che può trascinare il mercato della transizione digitale e della transizione ecologica.

Abbiamo messo le basi per ridisegnare una immagine positiva e attrattiva dell’edilizia, ma oggi più che mai i nodi vanno sciolti se non vogliamo rischiare che il settore delle costruzioni si fermi con un danno insostenibile per tutto il Paese.

La strada imboccata dai vari Governi nei sei anni di questo mandato è stata quella di ridurre l’iter procedurale e dare certezza sui tempi: autodichiarazioni, validazioni, certificazioni sono strumenti utili ma non sufficienti se non c’è una idonea ristrutturazione dell’apparato normativo di riferimento, che è spesso contraddittorio o soggetto a interpretazioni non univoche da parte degli organismi di controllo.

Proprio sul presupposto che solo risolvendo i conflitti e le contraddizioni si potessero superare le barriere è nato il Tavolo “C’è Milano da fare”, un esempio di come sia possibile collaborare nella filiera condividendo con trasparenza gli obiettivi. Assimpredil Ance ha promosso e coordinato 11 componenti della filiera delle costruzioni; è stato fatto un importante lavoro di squadra anche con la struttura del Comune di Milano e qualche passo avanti si è compiuto.

Ma la battaglia non è vinta e ogni nuova legge, decreto, circolare richiedono sempre interpretazioni e chiarimenti operativi e il frenetico susseguirsi delle innovazioni legislative in quasi tutti i campi (edilizia, urbanistica, lavori pubblici, ambiente, sicurezza, ecc.) complica il già disastrato percorso procedurale ed impedisce il consolidarsi di interpretazioni condivise.

Possiamo dire che la giungla di norme, procedure e adempimenti è un macigno che sta schiacciando il Paese e che se non verrà rimosso seppellirà il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Dall’indagine POST COVID emerge chiaramente come pesi sull’attività dell’impresa il rapporto con la burocrazia, per le attività urbanistico-edilizie ma anche per le pratiche legate all’ambiente e per tutto il comparto dei lavori pubblici. Un problema che è stato chiaramente riconosciuto anche dal Governo che ha posto come centrali per il PNRR due riforme: quella della PA e quella della Giustizia.

Come Associazione, negli ultimi sei anni abbiamo puntato a promuovere un cambio di passo verso la riduzione degli sprechi e la costruzione di un modello di economia circolare nelle costruzioni.

L’edilizia è chiamata a contribuire alla rigenerazione del territorio costruito, a dare risposte concrete alla richiesta di invertire la rotta dello sviluppo urbano con ambiente e habitat, uomo e lavoro, presente e futuro al centro delle strategie.

La strada disegnata in questi anni parte dalla convinzione che quello che oggi progettiamo e realizziamo deve essere a saldo positivo, ovvero deve restituire qualità alle condizioni di vita e di lavoro dei nostri figli e nipoti.

Intorno a quattro obiettivi strategici abbiamo lavorato nei sei anni del mandato del Presidente Dettori, così sintetizzabili:

  • Disegnare una Associazione più aggressiva nella difesa degli interessi rappresentati. La rivendicazione dei diritti e il richiamo al rispetto delle regole si sono concretizzati in una serie di azioni legali ad adiuvandum delle imprese su questioni di principio e di interesse collettivo. L’attività dei LLPP, in particolare, ha visto crescere l’Osservatorio di monitoraggio e le azioni legali intraprese sulla legittimità dei bandi. In questa direzione, intensa è stata l’attività di lobby e di comunicazione.
  • Far crescere una Associazione che dia più spazio all’ascolto dei bisogni dei soci. Sono state promosse indagini specifiche come quelle con Makno e con EY per approfondire, capire e dare risposte concrete ai bisogni espressi con azioni e interventi specifici. In tale direzione sono stati potenziati gli Sportelli, strutture dedicate alla consulenza e ai servizi.
  • Posizionare l’Associazione al centro del dibattito sulle costruzioni e sullo sviluppo della città e del territorio. “C’è Milano da fare” ha segnato il percorso dei sei anni di mandato, l’Associazione ha saputo aggregare tutta la filiera della rappresentanza intorno a obiettivi condivisi e in tale ottica è stato impostato il percorso dialettico interno alla filiera e nei confronti del Comune di Milano. Un modello innovativo di relazioni istituzionali che l’Associazione ha replicato in varie modalità anche con il Comune di Monza e Lodi, ma anche su altri tavoli politici.
  • Rebranding e una nuova immagine dell’Associazione verso i soci e gli stakeholder. Grande attenzione è stata posta alla comunicazione con una strategia social che ha rivisto immagine e modalità di comunicazione Il Premio ESSERE AVANTI, dedicato a Claudio De Albertis, ha sancito un nuovo dialogo con i soci che sono stati coinvolti e premiati per l’innovazione dei loro prodotti e processi.

 

 

 

 

Gloria Domenighini, Direttore Generale, Assimpredil Ance

Giugno 2021


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Autore: Gloria Domenighini

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