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Ripartiremo perchè i nostri imprenditori sanno soffrire

L'edilizia che verrà 2020 numero 20

Intervista a Passerini, Sindaco di Codogno

Ripartiremo perchè i nostri imprenditori sanno soffrire

L'intervista si è svolta l'8 marzo 2020, quando è iniziato il lock down

 

Ricordare la notte di sabato sette marzo mette davvero i brividi. Le fughe di notizie, giunte fino alla stampa internazionale, che anticipavano il lock down nazionale in maniera contradditto­ria, provocando reazioni scomposte nella popolazione in preda al panico, come quella di prendere d’assalto i treni per il sud, sono impresse nella memoria giornali­stica. Sembrano appartenere a tanto tempo fa. Invece sono passati, forse, due mesi. Ma tornare a quelle ore è davvero importante per capire la genesi di tante cose.

Lo faccio proponendovi l’intervista, naturalmente te­lefonica, che feci, praticamente in tempo reale, a Fran­cesco Passerini, 36 anni, Presidente della provincia di Lodi, sindaco di Codogno, simbolo nel male e, adesso, nel bene, della pandemia da Coronavirus. Quel comu­ne del Lodigiano, invalicabile zona rossa, patria del primo contagiato. Alla prima domanda fu confermato il proverbiale non avere peli sulla lingua di Passerini. Ecco che cosa mi ha detto domenica otto marzo, in mezzo al caos, alle sirene, allo stordimento generale. Mentre lo leggete tenete sempre a mente che sono pa­role pronunciate subito dopo la chiusura dell’Italia, un tot di decreti fa.

 

Allora, signor sindaco, è arrivato il decreto sulle nuove misure restrittive?

Sì. E sembra scritto da un ubriaco. È un delirio. È difficile capire come possa essere stato concepito un decreto così. Senza nessuna indicazione applicativa. E poi la fuga di notizie… Ma su, dai. Questa notte abbiamo scritto al Quirinale: “Ma che cosa state facen­do!?”. E poi abbiamo fatto un comunicato per chiedere chiarezza e non vanificare i risultati ottenuti.

 

Perché è successo tutto ciò?

È di difficile comprensione. Come dire: lavorate, ma non portate il virus al sud. E in Trentino? Su metà piste si può sciare e sull’altra metà no. Boh…

 

Intanto a Codogno?

Guardi, questa zona rossa è quella che ha l’indice più basso di crescita del contagio: il sette per cento contro il 22 per cento. Chiedevamo una riapertura dell’economia interna alla zona rossa. Ma fino al quattro aprile è prematuro. Prima o poi finirà questa situazione.

Speranze per il futuro?

 Assolutamente sì. I nostri imprenditori colpiti sono sorretti dal loro sapere soffrire. Con la loro capacità di stringere i denti hanno contribuito a ottenere anche un risultato sanitario. Sebbene questo colpo rischi di essere mortale. È dunque fondamentale non dimenticare i risultati che abbiamo ottenuto

Un messaggio al governo?

Beh, fate voi. Quando hanno istituito la zona rossa, chiudendo tutto, avevamo chiesto la zona agevolata fiscale, la limitazione dei vincoli, la deroga al codice degli appalti per ripartire ed evitare il dramma occupazionale. La richiesta la abbiamo consegnata a Conte attraverso il protocollo e ai vari ministri affinché non si vanifichi il sacrificio di settemila persone

Per ripartire che cosa pensa sia necessario fare?

Metteremo sul tavolo tutti gli investimenti possibili, anche come amministrazione. Però saranno necessariamente limitati se non verranno supportati da interventi regionali e statali. Non ci sarà un settore “facile” per la ripresa. Insomma, non era mai successo nulla del genere 

 

Che cosa?

Dico: noi siamo in guerra da 15 giorni. Ambulanze, Protezione civile, Forze di Polizia. Ci siamo inventati i servizi per i supporti alla popolazione: portare il cibo, i farmaci, i vestiti, la spesa…

 

Signor sindaco, mi rendo conto, le ho chiesto l’intervista forse nel momento più angosciante della sua vita. Quindi il suo quasi sfogo ci sta tutto. Però, insomma, rimanendo sul pezzo, il settore dell’edilizia potrà essere un motore per la ripresa?

Guardi erano previsti investimenti per otto milioni per le scuole, per l‘impianto sportivo, per i manto stradale. Che cosa le devo dire, ora come ora all’interno della zona rossa ci sono soltanto tanti cantieri bloccati

 

di Marco Gregoretti


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Autore: Marco Gregoretti

TAGS: Codogno, coronavirus, costruzioni, covid-19, Economia, edilizia, pandemia

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