Territorio

Qualche proposta per ripartire

Burocrazia virus italiano 2020 num. 21

La parola d’ordine di oggi è “bisogna ripartire”...

Qualche proposta per ripartire

La parola d’ordine di oggi è “bisogna ripartire”, al di là dei drammi che abbiamo vissuto e delle cautele che giustamente vanno osservate. Ma la ripartenza ha bisogno di tanti ingredienti nuovi, sino ad ora non considerati e che riteniamo invece determinanti per uscire dalle secche.

Alcuni spunti emergono da principi e incentivi disposti a livello regionale, altri sono di esclusiva spettanza delle Amministrazioni comunali.

Ci riferiamo, in primo luogo, alle norme sugli immobili degradati, che possono essere oggetto di recupero con possibilità di incremento volumetrico del 20% e di un eventuale ulteriore 5%, in deroga alle norme quantitative, morfologiche, alle tipologie di intervento e alle distanze. Disposizioni che certamente potranno innescare processi virtuosi di rigenerazione idonei a cambiare concretamente il volto delle città.

È necessario, però, che il Comune faccia la sua parte agevolando soprattutto la modalità di individuazione di tali immobili ad iniziativa dei privati, come sta facendo il Comune di Monza, senza attendere i tempi di nuovi procedimenti di individuazione d’ufficio, come invece si appresta a fare Milano. Ciò, infatti, avrebbe il duplice effetto, da un lato, di velocizzare i tempi per l’avvio concreto dei lavori e, dall’altro, di alleggerire le attività dei pubblici uffici nella individuazione degli immobili stessi, il tutto in un proficuo e responsabile esercizio di collaborazione e fiducia tra pubblico e privato.

Un secondo tema riguarda il bilanciamento degli obblighi posti a carico delle parti nell’ambito delle convenzioni urbanistiche. A Milano non appare più procrastinabile una modifica della convenzione tipo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione nell’ambito dei procedimenti urbanistici ed edilizi: è di tutta evidenza, infatti, come molte prescrizioni non trovino più oggi alcuna ragion d’essere, e anzi rappresentino un ostacolo per molti operatori. Ad esempio, nella determinazione del valore delle opere ammesse a scomputo, occorre adottare un criterio di effettività piena dei costi, che devono quini corrispondere a quelli in concreto sostenuti dagli operatori nella realizzazione delle opere di urbanizzazione, eliminando la previsione che stabilisce, per la determinazione del valore delle opere ammesse a scomputo, una riduzione predeterminata del 12 % del valore delle opere come risultante dai computi metrici.

Oltre a ciò, riteniamo corretto e ragionevole far rientrare, tra i costi ammessi a scomputo, tutti quelli che in concreto gli operatori sostengono nell’esecuzione delle opere di urbanizzazione: spese di progettazione, spese di direzione lavori, spese per il coordinamento della sicurezza, spese di collaudo, costi di assicurazione a garanzia degli atti vandalici nonché tutte le spese connesse alle eventuali procedure di evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto esecutore.

Si tratta infatti di spese strettamente connesse alla corretta esecuzione delle opere di urbanizzazione che il Comune ha fino ad oggi escluso dai costi scomputabili: una scelta che, ove non ripensata, allontanerà sempre più gli operatori da tale opzione in favore del solo versamento degli oneri tabellari. Ciò che, tuttavia, costringerà l’Amministrazione a farsi carico direttamente delle procedure e dei relativi costi e tempi.

Siamo convinti che questa nuova e -purtroppo- duratura contingenza storica giustifichi, se non addirittura imponga, una diversa distribuzione del peso di tali oneri che possa liberare risorse per incentivare progetti di sviluppo urbano, favorendo la rigenerazione urbana e ambientale del territorio, e innescando quindi un processo virtuoso in grado, in definitiva, con la moltiplicazione degli interventi, di determinare anche un incremento degli introiti in favore della stessa Amministrazione Comunale.   

 


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Autore: Carlo Rusconi

TAGS: Covid, covid-19, edilizia, rigenerazione urbana, sviluppo immobiliare, territorio, urbanistica

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