Impronte

Il restauro della Torre Mozza della Rocca Borromea

Ambiente 2018 numero 10

CORES4N Srl

Il restauro della Torre Mozza della Rocca Borromea

Il sito archeologico su cui si erge la Torre Mozza testimonia la presenza dell’uomo già a partire dal neolitico.  La torre  a sua volta è  parte di quanto rimane di un più articolato  e importante complesso fortilizio che è stato testimone di rilevanti vicende storiche.

Il complesso fortificato della Rocca è stato infatti oggetto di contese per il suo controllo tra le famiglie milanesi  dei Torriani  e dei Visconti  subendo distruzioni e ricostruzioni, passando poi nel 1439, sotto il controllo della famiglia Borromeo.

Nel 1800 Napoleone Bonaparte per motivi strategici ordina la distruzione totale della Rocca che persa la sua funzione strategica venne convertita in area agricola.

La struttura originaria della torre arriva a noi quindi allo stato di rudere con inserimenti architettonici dettati dalla sua nuova destinazione d’uso.

Attraverso le trasformazioni  susseguitesi  venne ricavato un edificio su due piani a cui è addossato sul prospetto est un  piccolo corpo di fabbrica. Al piano terra venne ricavato un ampio locale voltato destinato alla vinificazione, mentre al primo piano vi era un locale destinato ad essere impiegato come stalla.

Il progetto di restauro ha dovuto trovare il giusto equilibrio tra conservazione del documento architettonico e rivitalizzazione dello stesso, attraverso una nuova interpretazione della sua fruibilità e valorizzazione economica, nel rispetto della propria evoluzione storica.

Gli interventi di restauro affidati alla CORES4N srl, hanno avuto inizio eliminando le coperture ottocentesche della Torre e proseguiti consolidandone le creste murarie, integrandone le mancanze

e ripristinandone le pendenze, così da agevolare il deflusso dell'acqua piovana.

Successivamente, si è reso necessario svuotare la volta per poter intervenire consolidando le lesioni che la interessavano operando sull'estradosso con la costruzione di frenelli e applicando una rete strutturale composita lungo tutta la fascia perimetrale.

Infine con un getto alleggerito è stato riempito l’estradosso formando il nuovo piano di calpestio.

L'intervento ha riproposto la copertura solo sui corpi di fabbrica aggiunti nel XIX sec., trasformando in questo modo la struttura originaria in un belvedere che rappresenta una nuova attrattiva per la valorizzazione del territorio e per l’industria del turismo.

rest./ dir.tec. Salvatore Napoli

arch. Alesandro Marcone

CORES4N srl


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Autore: Redazione

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